Allerta Meteo, FOCUS sull’ondata di freddo in arrivo dalla Lapponia: l’analisi tecnica

MeteoWeb

Questo mese di Novembre vuole chiudere regalandoci la prima vera, seppur veloce, ondata di freddo della stagione. L’inverno comincia a muoversi sul vecchio continente, cominciando a delineare le sue prime mosse che iniziano ad incuriosire ed appassionare gli amanti del freddo e della neve. A smuovere la situazione ci ha pensato, come avevamo scritto nei giorni scorsi, l’affondo di un blocco di aria molto fredda, di estrazione artico marittima, sulla Lapponia e sul nord della Svezia e della Finlandia, che ha favorito l’isolamento di un primo serbatoio di aria molto fredda e pesante, nei bassi strati, sul settore più settentrionale della penisola Scandinava, dove le temperature sono scese abbondantemente al di sotto dei -20°C. A contatto con i terreni innevati della Lapponia e della Svezia settentrionale queste masse d’aria fredde tenderanno ulteriormente a raffreddarsi, grazie all’”Albedo” e al forte irraggiamento notturno che caratterizza le lande scandinave nel mese di Novembre e Dicembre, conservando le proprie caratteristiche gelide anche nei bassi strati.

prog_sat_overlayQuesto blocco di aria molto fredda, dopo essersi impossessato della Lapponia, e del nord della Norvegia, della Svezia e della Finlandia, nel corso delle prossime ore comincerà pian piano a scendere di latitudine, ammassando masse d’aria sempre più fredde e pesanti verso il sud della Svezia e le Repubbliche Baltiche. Così mentre il flusso freddo, di lontane origini artiche, continua a scivolare di latitudine, spingendosi dal nord della Scandinavia fino al mar Baltico e alla Polonia, più a sud si andrà a realizzare una temporanea “meridianizzazione” del flusso perturbato principale che scorre sull’Europa centrale.

Prognose_20161127Difatti, lo sviluppo in Atlantico di un robusto promontorio anticiclonico oceanico sul vicino Atlantico (pulsazione dinamica dell’azzorriano verso nord-est) verrà agevolato dall’uscita, dal Canada orientale, di una depressione a carattere freddo, che andrà ulteriormente ad approfondirsi sull’Atlantico occidentale, grazie alla rigenerazione del “getto polare” in uscita dagli USA. Questa spinta dinamica dell’alta pressione delle Azzorre, che dalle Isole Britanniche si ergerà fino al mar di Norvegia, riuscirà ad imporre una distorsione in seno alle correnti zonali, imprimendo una marcata direttrice settentrionale al flusso perturbato principale che scorre sull’Europa centro-orientale.

Zh02JjlqZaWRzLa pulsazione dinamica, verso il mar di Norvegia, dell’anticiclone azzorriano avrà come prima conseguenza quella di scavare un ampio canale di aria fredda, di tipo polare marittima “continentalizzata”, che dalla Svezia e dal Golfo di Botnia scivolerà di colpo verso il mar Baltico, la Polonia e la Bielorussia, fino a raggiungere l’area dei Carpazi. Questo canale di aria fredda si verrà a costruire lungo la linea di demarcazione fra l’alta pressione oceanica, che mantiene i propri massimi barici di oltre 1030 hpa sopra la Scozia, e la depressione extratropicale a carattere freddo, attualmente posizionata sul settore più occidentale della Russia europea, con un minimo sui 993 hpa posizionato poco ad est di San Pietroburgo.

Si nota l'intenso "gradiente barico orizzontale" sulla Scandinavia
Si nota l’intenso “gradiente barico orizzontale” sulla Scandinavia, area di demarcazione fra la profonda depressione russa e l’anticiclone azzorriano con massimi sulla Scozia

La profonda circolazione depressionaria russa, interamente alimentata da aria molto fredda di stampo polare marittima “continentalizzata”, oltre ad erodere il bordo più orientale della struttura anticiclonica oceanica inasprendo sensibilmente il “gradiente barico orizzontale” fra Svezia e Russia, che dalle Isole Britanniche si distende fino alle coste norvegesi, con l’isobara di 1030 hpa che raggiunge l’area di Bergen, contribuirà anche ad “avvettare” verso latitudini sempre più meridionali la massa di aria fredda che nei giorni scorsi si era depositata sulla Lapponia, sotto forma di una intensa ventilazione da N-NO e Nord che in queste ore sta sferzando l’intero Golfo di Botnia e il mar Baltico, con raffiche che nei punti più esposti, come nelle piccole isolette antistanti la costa svedese, arrivano a lambire picchi di oltre 80 km/h, localmente anche 90 km/h.

images (3)Le isobare strette e concentriche della depressione fredda, posizionata con un minimo barico di 993 hpa nell’area ad est di San Pietroburgo, proprio in queste ore tendono ad addensarsi sopra le isobare più ellittiche e larghe che fanno capo al bordo più orientale del promontorio anticiclonico presente sulle Isole Britanniche. Il notevole infittimento di isobare che si viene a determinare sta creando un forte “gradiente barico orizzontale”, proprio fra la Finlandia, le Repubbliche Baltiche e le coste svedesi, che è all’origine delle forti burrasche di vento, prevalentemente da N-NO e Nord, in atto su gran parte del Golfo di Botnia e sul mar Baltico, in rapida propagazione verso le coste polacche settentrionali.

analyza (3)Nel corso delle prossime ore l’ampio fronte freddo che precede l’avvezione fredda e l’intensa ventilazione settentrionale presente sul Baltico scivolerà sulla Polonia, la Bielorussia, la Slovacchia e il nord dell’Ucraina, causando un brusco calo delle temperature che dalla mattinata di domani sarà accompagnato anche da nevicate, per lo più di debole e moderata intensità, che si spingeranno fino a quote pianeggianti o prossime la pianura, grazie all’irrompere dell’aria molto fredda a tutte le quote. Specialmente fra Polonia, Lituania, Lettonia, Bielorussia, Slovacchia e Ucraina centro-occidentale, dove la neve tornerà ad imbiancare diverse città e capitali, come Riga, Vilnius, Minsk, Kiev, e la stessa Varsavia e Bratislava.

Reurmetx (2)Parte di quest’aria molto fredda, mettendosi in moto verso l’Europa centro-orientale, e dopo aver attraversato la Polonia e la Slovacchia tenderà ad aggirare ad ovest la catena montuosa dei Carpazi, versandosi verso l’Ungheria, la Slovenia e a Croazia, con tesi e freddi venti nord-occidentali. Raggiungendo le pianure danubiane, in Ungheria, le masse d’aria fredde, polari marittime, ma leggermente continentalizzate sulle aree continentali dell’Europa centro-orientale, sfogheranno sull’Italia e sul bacino centrale del Mediterraneo tramite freddi e rafficosi venti di bora e grecale che si “canalizzeranno” lungo gli intagli naturali delle Alpi Dinariche, raggiungendo velocità significative per il “deflusso” rivolto verso l’Adriatico.

wind10m_H_web_41Questi venti, da E-NE sul Golfo di Trieste, e da NE e N-NE sull’Adriatico, oltre a provocare un temporaneo incremento del moto ondoso, produrranno un significativo peggioramento, per il sensibile abbassamento del campo termico e la cacciata, di forza, delle masse d’aria più miti e umide preesistenti da settimane nei bassi strati. L’entrata dell’aria fredda polare marittima verrà preannunciata dal rapido passaggio di un fronte freddo che si spingerà verso l’Adriatico, causando un peggioramento che già dalla mattinata di domani si realizzerà lungo le coste di Veneto, Romagna, Marche ed Abruzzo, dove oltre al brusco aumento della copertura nuvolosa si verificheranno anche delle piogge e dei rovesci a carattere sparso, che assumeranno carattere nevoso in Appennino.

wind10m_H_web_46Ma già dalla nottata e dalla prima mattinata di martedì, col dilagare dell’aria fredda dagli “intagli” delle Alpi Dinariche, sotto forma di intensi venti di bora e grecale che dall’Adriatico si dipaneranno molto rapidamente verso le coste tirreniche (come venti di grecale) dopo aver scavalcato i crinali dell’Appennino, il fronte freddo si spingerà rapidamente verso le regioni meridionali e la Sicilia. Martedì 29 Novembre mentre i rimasugli del fronte freddo originario rimarranno ancora attivi sul basso Tirreno orientale e sullo Ionio, dove l’afflusso di aria sempre più fredda in quota innescherà anche forcing un certo “forcing” convettivo che a fine giornata interesserà la Calabria ionica e la Sicilia orientale, con qualche rovescio, anche con caratteristiche grandinigene.

7025783-sunset-in-winter-forestCome capita sempre in questi casi le regioni del versante adriatico saranno quelle maggiormente esposte, che vedranno i maggiori effetti, sia in termini di precipitazioni che di freddo, con un calo termico che potrebbe aggirarsi nell’ordine dei -8°C -10°C, localmente anche più, rispetto i miti valori di questi giorni. L’arrivo dell’aria fredda polare marittima “continentalizzata”, in sfondamento dai monti della Croazia e della Bosnia Erzegovina, favorirà un crollo della quota dello “zero termico”, che entro martedì potrebbe scendere fin sotto i 400 metri lungo le coste del medio Adriatico, e sugli 800 metri sulle regioni meridionali.

03Insomma si tratterà di un “raffreddamento” davvero considerevole per il periodo se si pensa che fino a qualche giorno fa in molte località costiere italiane, e non solo del sud, si superavano i +21°C +22°C. Freddo a sua volta accentuato dall’intensa ventilazione nord-orientale che soprattutto nella giornata di martedì interesserà l’intero territorio nazionale, con rinforzi di burrasca possibili lungo le coste adriatiche e su quelle del medio-basso Tirreno, fra coste laziali e campane, per raffiche di caduta, sino a 60-70 km/h, da effetto “sottovento”.