In queste ore drammatiche di alluvione nel Nord Italia, torna alla mente il disastro del 1994. Erano inizio novembre, quando le province di Cuneo, Torino, Asti e Alessandria furono investite da un evento alluvionale violentissimo, che causò l’esondazione dei fiumi Po, Tanaro e molti affluenti. L’alluvione fu una delle peggiori della storia d’Italia: 70 morti e oltre duemila sfollati.
Fra il 4 ed il 7 novembre gli eventi più devastanti. Una piena eccezionale si formò sul fiume Tanaro, dopo giorni di piogge eccezionali, con picchi di centinaia di millimetri: l’onda di piena formatasi a monte di Garessio, correndo verso valle, devastò lungo il suo corso decine di centri abitati situati sulle sue sponde. Raggiunse la confluenza con il Po il 7 novembre, creando ulteriori criticità. Ci furono tantissime frane, smottamenti, interruzioni della viabilità con crolli di ponti e distruzione di infrastrutture. In tanti persero tutto quei tremendi giorni.
I bacini più colpiti furono quelli dei fiumi Tanaro, del Bormida, del Belbo e del Po. Le città di Ceva, Alba e Asti furono inondante per circa un terzo della superficie, mentre Alessandria fu sommersa per circa metà.
Particolarmente devastato dall’evento alluvionale fu tutto il tratto compreso fra Ceva e la confluenza con la Stura di Demonte, presso Cherasco. In questo tratto il Tanaro distrusse quasi tutte le opere dell’uomo, cambiando la morfologia del fondovalle.






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