Clima: Antartide è in una fase di declino irreversibile

Il riscaldamento globale sta causando un declino irreversibile per l’Antartide. Lo confermano le ultime foto aeree fatte dalla missione IceBridge della Nasa, giunta al suo ottavo anno, nell’area del West Antarctic Ice Sheet. Le immagini sono del 5 novembre e riguardano la Getz Ice Shelf, ”una calotta di ghiaccio che sta subendo uno dei più alti tassi di scioglimento di tutto l’Antartide”, commenta Nathan Kurtz, uno dei ricercatori di IceBridge. Le foto mostrano come una parte del ghiacciaio sta subento un progressivo processo di spaccatura e svuotamento, che lo porterà a diventare un iceberg, mentre si nota una rete di profondi crepacci che si espandono sempre di più.

Le immagini confermano quanto emerso da due studi condotti dalla Nasa e dall’università della California di Irvine (Uci), che hanno rilevato il ritiro dei ghiacciai nell’Antartide occidentale al tasso più veloce di sempre. I ghiacciai Smith, Pope, e Kohler glaciers affluiscono nelle calotte di ghiaccio Dotson e Crosson, che arrivano fino al mare di Amundsen nell’Antartide occidentale, la parte che sta perdendo più ghiaccio. I ricercatori dell’Uci, guidati da Bernd Scheuchl, servendosi delle misurazioni radar fatte dal satellite Sentinel-1 dell’ESA (Agenzia spaziale europea), hanno studiato quali cambiamenti sono avvenuti proprio dove il ghiacciaio perde contatto con lo strato di roccia e inizia a galleggiare nell’oceano, notando come il ghiacciaio Smith si è ritirato di 2 chilometri all’anno dal 1996, il Pope di 0,5 chilometri l’anno, e il Kohler di 2 chilometri dal 2011. Analizzando i risultati ottenuti, i ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, guidati da Ala Khazendar, hanno misurato la perdita del ghiaccio alla base dei ghiacciai e calcolato che il ghiacciaio Smith ha perso dai 300 a 490 metri di spessore tra il 2002 e 2009 vicino la sua linea basale. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.