Clima e disastri ambientali: ogni anno generano 26 milioni di nuovi poveri

Ogni anno sono circa 26 milioni i nuovi poveri, con un costo di 520 miliardi di dollari: si tratta di una delle conseguenze dei disastri ambientali secondo uno studio della Banca mondiale, presentato a Marrakech, nel corso della COP22. “I gravi eventi climatici ci fanno arretrare di decenni nei progressi sulla povertà. – ha detto Jim Yong Kim, presidente della Banca mondiale – Tempeste, inondazioni e siccità severe si ripercuotono sull’umanità e sull’economia generale, ma sicuramente il prezzo più alto lo pagano i più poveri”. Lo studio, realizzato tenendo sotto controllo 117 paesi, dimostra che l’impatto è molto più grave di quanto stimato. Le ricadute sull’infanzia sono infatti dirette: “quando le popolazioni sono già al limite della sopravvivenza, e vengono ulteriormente colpite da una catastrofe naturale, è chiaro che sono costrette a misure estreme, come togliere i bambini da scuola e mandarli a lavorare”, ha aggiunto Stephane Hallegatte, economista, tra gli autori della ricerca.

Alla Conferenza Onu sul clima lo studio ha destato scalpore, incrementando l’urgenza di agire il prima possibile. L’obiettivo è quello di ottenere 100 miliardi di dollari di fondi annui per finanziare la lotta contro i cambiamenti climatici, puntando su un sistema di allerta e sul miglioramento dell’accesso al credito e alle assicurazioni. Si tratta di iniziative che, assicurano gli studiosi della Banca mondiale, possono ridurre del 20% l’impatto globale delle catastrofi. Le popolazioni povere subiscono maggiormente i cambiamenti climatici anche dal punto di vista sanitario. Il ciclone Nargis che nel 2007 si è abbattuto in Myanmar ha costretto metà della popolazione contadina ad abbandonare il paese, lasciando tutto ed esponendo anche le generazioni future ai debiti. Sono già in atto dei tentativi di tutelare le popolazioni maggiormente esposte, ma sono ancora troppi pochi. lo studio censisce per esempio lo sforzo fatto in Kenya prima del 2015 per prevenire la siccità e mitigarne l’impatto o quello fatto in Pakistan, dopo l’alluvione record del 2010, che ha sconvolto la vita di quasi 8 milioni di persone.