Clima, Ernani: un’analisi su 20 anni di temperature medie mensili non evidenzia un riscaldamento percepibile

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L’analisi  parte prendendo in esame 239 mesi di temperature mensili dal dicembre 1996 all’ottobre 2016 (20 anni). Di ciascun mese si sono  calcolati gli scarti dalle relative medie mensili pluriennali, ottenendo appunto una sequenza di 239 dati di scarti mensili con segno negativi e positivi. Successivamente abbiamo raggruppato e riportato in grafica tali scarti in 7 classi facendo riferimento alla S.T.S (scala termica sensoriale) che abbiamo diffuso sui media (24 ottobre 2016)  e avendo cura però di trasformare tutti gli scarti negativi in valori assoluti, ossia modificando  tali scarti  dandogli il segno positivo  + .

Qui sotto sono riportate le varie classi:

  • clima ernanila classe 1 raggruppa gli scarti positivi che vanno da +2,76° e oltre (caldissimo) , 2 casi  lo  0,84% del totale dei casi
  • la classe 2 raggruppa gli scarti positivi da 1,76° a 2,75° (molto caldo), 11 casi il 4,60 %
  • la classe 3 raggruppa gli scarti positivi da 0,76° a 1,75° (caldo moderato), 44 casi il 18,41%
  • la classe 4 né caldo né freddo (o intorno alla media) da +0,75° a -075° 125 casi il 52,30%
  • la classe 5 scarti negativi convertiti  in valore assoluto da 0,76° a 1.75°( freddo moderato), 47 casi pari al 19,67%
  • la classe 6 con scarti in valore assoluto da 1,76° a 2,75° ( molto freddo ) 9 casi il 3,77%
  • ed infine la classe 7 con scarti sempre in valore assoluto da 2,76° e oltre (freddissimo) 1 caso pari allo 0,42

Tutte e 7 le classi delineano una curva (segnata in rosso) dall’aspetto molto familiare per gli addetti ai   lavori, ossia la classica curva a campana di Gauss.  La  curva di Gauss (che può esaminare  molti fenomeni fisici o variabili come  per esempio  nel nostro caso la variabile temperatura) evidenzia come la distribuzione delle frequenze degli scarti  sia più elevata proprio in prossimità della media, e precisamente   nelle  classi 3, 4, e 5 ossia il 90,38% del totale dei casi esaminati sono concentrati in dette classi per intenderci. Poi tali frequenze decrescono  progressivamente verso gli estremi del grafico (ossia verso le classi 2-1 e 6-7). Da notare che la frequenza totale di queste ultime classi (caldissime,freddissime,molto calde,molto fredde) è del 9.62 %. Tutto il discorso sinora fatto, è per dimostrare che la variabile temperatura  in questo 239 mesi esaminati ha seguito schemi statistici matematici  non casuali ma seguendo la logica della fisica climatologica. Chiudiamo ricordando i 2 casi classificati caldissimi relativi al giugno 2003 con uno scarto di + 3,15° e agosto, sempre dello  stesso anno, con + 2,92°. Il mese più freddo in assoluto o freddissimo si riferisce al febbraio 2012 con – 2,92° centigradi. Conclusioni: almeno per quanto riguarda la nostra penisola (ma anche in Germania, secondo un recente studio effettuato da alcuni climatologi, la temperatura media non cresce da 25 anni) i risultati dell’analisi effettuata non evidenziano, per ora,  un percepibile  riscaldamento.  I soli 2 casi (+3,15 giugno 2003 e +2,92 agosto dello stesso anno) con temperature oltre la soglia dei  +2,76°, e per ciò caldissimi,  ne sono la conferma. Ciò che stiamo dicendo è in evidente contrasto con quanto affermato da un ente meteo pro Global Warming della Nazioni Unite. Pertanto ci aspettiamo, come al solito, molte critiche dai sostenitori  del  GW antropogenico (riscaldamento globale provocato dalle attività umane). Un nostro auspicio è che quanto prima il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump riesca  finalmente a mettere un po’ più di chiarezza tra i vari enti scientifici  in questa annosa diatriba tra caldisti e non.

                                                                                             Col. Paolo Ernani meteorologo