I “rifugiati climatici” sono i nuovi migranti che si spostano in conseguenza all’aumento di eventi estremi prodotti dai cambiamenti climatici in regioni povere. Ne parla il professore Filippo Giorgi, dell’International Center for Theoretical Phisics di Trieste, nella relazione che presentera’ domani 8 novembre all’Accademia dei Lincei a un convegno sui cambiamenti climatici. Sono proprio le popolazioni più povere a subire le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici, come i 20 milioni di pakistani scappati dal Nord del Paese a causa delle alluvioni. Il riscaldamento globale, che causa i cambiamenti climatici, e’ stimato attorno ai 4 gradi entro la fine del secolo, una entita’, nota il professore Giorgi, pari al riscaldamento registrato sulla Terra negli ultimi 18.000 anni. Questo aumento, causato soprattutto dalle attività dell’uomo, produce molteplici rischi tra i quali l’innalzamento del livello dei mari fino ad 1 metro, con inondazioni delle zone costiere e introduzione di acqua salina che degrada il terreno coltivabile, lo scioglimento dei ghiacciai , con il conseguente impoverimento delle riserve idriche di acqua dolce;, periodi di alluvioni o di siccità.
In proposito il professore Giorgi ricorda che “le condizioni di caldo estremo che nell’estate del 2003 in Europa portarono alla morte di piu’ di 20.000 persone, potrebbero diventare la norma entro la fine del secolo negli scenari piu’ preoccupanti. Questo aumento di eventi estremi, in particolare quelli piu’ intensi e devastanti, e’ in corso in molte parti del mondo, e dovrebbe continuare in risposta ad un ulteriore aumento del riscaldamento, con conseguenze potenzialmente devastanti” anche nei paesi maggiormente evoluti. Nel corso del convegno “Strategie di adattamento al cambiamento climatico”, organizzato dall’Accademia dei Lincei e coordinato dagli accademici Carli e Visconti, saranno trattati molteplici aspetti dei cambiamenti del clima, come l’analisi dei costi e dei benefici delle strategie di adattamento, la qualita’ dell’aria, i modelli di allarme per il rischio alluvioni, gli effetti dei cambiamenti climatici sull’occupazione e sulla salute di alcune categorie di lavoratori. Saranno anche illustrati alcuni casi locali tipo gli effetti delle maree a Venezia, l’alluvione di Genova, lo studio del bacino del Tevere, gli eventi estremi in Italia, la gestione del rischio nel Veneto.
