Clima, Realacci: domani entra in vigore l’Accordo di Parigi

“Domani, grazie anche alla firma dell’Italia e dell’Europa, entra in vigore in anticipo sul previsto e prima dell’avvio della COP22 di Marrakech l’Accordo sul clima di Parigi. Una svolta storica nella lotta ai mutamenti climatici, una scelta necessaria per salvare il futuro ma anche per rilanciare la nostra economia e la nostra società in chiave più green. L’appuntamento in Marocco è un’occasione importante per fissare impegni adeguati all’obiettivo condiviso di mantenere il riscaldamento globale a fine secolo ben al di sotto della soglia critica dei due gradi. Una sfida che si può vincere“: lo dichiara Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi. “L’Italia può vantare sul fronte ambientale importanti primati: a parità di valore prodotto le nostre aziende utilizzano meno materie prime ed energia e producono meno rifiuti ed emissioni e siamo leader europei nel riciclo industriale: recuperiamo 47 milioni di tonnellate di materia ogni anno. Con un risparmio di energia primaria di oltre 17 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e circa 60 milioni di tonnellate di CO2 evitate. La sfida della sostenibilità è stata già raccolta da molte nostre imprese. Dal 2010, secondo il rapporto GreenItaly 2016 di Fondazione Symbola e Unioncamere, più di un’impresa su quattro ha investito sul green. Le aziende della green Italy, in particolare nel manifatturiero, hanno una marcia in più e si dimostrano più propense all’innovazione, esportano di più, crescono di più: il 46% delle imprese che investono in tecnologie verdi esporta, contro il 27,7% delle imprese non investitrici; il 35,1% delle imprese green ha aumentato il fatturato nel 2015 a fronte del 21,8% delle altre; il 33,1% ha introdotto innovazioni, contro il 18,7% delle altre. E dalla nostra economia ‘verde’ arriveranno quest’anno 249.000 assunzioni con competenze green: pari al 44,5% della domanda di lavoro non occasionale. Quota che sale al 66% nel settore ricerca e sviluppo. Anche in un settore tradizionale come l’edilizia la sostenibilità si dimostra la scelta vincente“.