Cop22: ecco i punti chiave secondo Albrizio, occorre “agire subito”

“La necessità di agire continua ad essere urgente. Non è più il tempo del rinvio. Per mantenere l’innalzamento della temperatura come prevede l’Accordo di Parigi al di sotto dei 2 gradi e facendo il possibile per limitarlo a 1,5, serve subito moltiplicare gli sforzi globali di riduzione delle emissioni senza più attendere il 2020”. Lo afferma Mauro Albrizio, direttore dell’Ufficio europeo di Legambiente in riferimento alle dinamiche politiche e negoziali sui cambiamenti climatici a poche ore all’apertura della Cop22, la 22° Conferenza mondiale dell’Onu sul clima in programma a Marrakech dal 7 al 18 novembre.

Secondo Albrizio sono alcuni i principali punti chiave che andrebbero discussi durate la Cop22: innanzitutto un maggior impegno per il ‘taglio’ delle emissioni, una revisione immediata dei target, una definizione del ruolo dell’Europa, lo stop ai sussidi alle fonti fossili, e l’attivazione del Fondo per il clima per i Paesi in via di sviluppo. “Con il trend attuale delle emissioni globali – osserva – gia’ nei prossimi 5-9 anni si consumera’ il ‘carbon budget’, ossia le emissioni complessive rimanenti, in grado di consentirci di stare entro 1,5 gradi. Per raggiungere quell’obiettivo le emissioni nette globali devono azzerarsi entro il 2050 per poi andare sotto lo zero nella seconda meta’ del secolo”. Alcuni aspetti saranno fondamentali come per esempio “le emissioni negative, cioé l’assorbimento di CO2 dall’atmosfera, attraverso i cosiddetti serbatoi di carbonio”, oppure con il contributo, che diventa “indispensabile, del trasporto aereo e marittimo le cui emissioni hanno un trend in rapida e preoccupante crescita”.

Un altro punto centrale della Cop22 dovrebbe essere legato alla necessità di “concordare un processo di revisione degli attuali impegni, guardando all’orizzonte di lungo termine dell’Accordo di Parigi, da sottoscrivere nel 2018 alla Cop24. L’Europa – rileva Albrizio – è chiamata a fare la sua parte adeguando agli obiettivi di Parigi le misure del ‘pacchetto clima-energia 2030′”. Sarà dunque necessario “riorientare i flussi finanziari verso un’economia globale ‘fossil-free’: il primo passo e’ la rimozione dei sussidi alle fonti fossili entro il 2020, secondo il Fondo monetario internazionale 5.300 miliardi di dollari (6,5% Pil globale)”. A Marrakech sarà “cruciale, anche per consolidare il clima di fiducia di Parigi tra Paesi sviluppati, emergenti e poveri, rendere finalmente operativo il Piano di aiuti ai Paesi del Fondo da 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020”. Alla Cop22 “non ci si può limitare a concordare un programma di lavoro per definire le nuove regole che governeranno l’Accordo, bisogna agire, e non devono esserci alibi perché qualsiasi ritardo sarebbe pericoloso. Sara’ indispensabile aumentare gli impegni ‘prima del 2020’ di riduzione delle emissioni per riuscire a centrare l’obiettivo di lungo termine dell’Accordo di Parigi”.