Farmaci: 4 ore in Italia per avere un medicinale in farmacia su richiesta

In media quattro ore, salvo rarissime eccezioni: è il tempo entro il quale un farmaco arriva in farmacia su richiesta del cittadino, qualora non sia già disponibile. Insomma se serve un medicinale, ma nella farmacia di paesino sulle Alpi o sull’isola che in inverno conta duecento abitanti non c’è, basta richiederlo. Ed entro pochissimo tempo arriva tutto quello di cui possiamo avere bisogno, in una qualunque delle 16.560 farmacie territoriali o delle 1.641 pubbliche sparse in tutta Italia. E’ quanto emerso recentemente al congresso di Federfarma Servizi e Federfarma.Co. Un’efficienza distributiva chiave per garantire a tutti i cittadini, ovunque sul territorio, l’accesso tempestivo a qualsiasi presidio di Salute disponibile in farmacia, assicurando al contempo che ogni passaggio distributivo del medicinale si sia svolto in totale sicurezza per l’utente finale. Tutto ciò, spiegano da Federfarma Servizi, è possibile grazie al lavoro dei distributori di farmaci, un ingranaggio intermedio spesso sconosciuto ma vitale e indispensabile per la Salute degli italiani. Il costante contatto con il ministero della Salute, l’Agenzia Italiana del Farmaco e i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri, garantisce nei casi di urgenza sia il ritiro che una distribuzione immediata del farmaco, anche nei casi di calamità naturali. E la logistica, così come strutturata in Italia, è – a parere degli operatori di settore – uno dei più efficienti sistemi distributivi a livello europeo e mondiale. Federfarma Servizi e Federfarma.Co in un prossimo futuro sono pronte, grazie proprio a questo capillare sistema distributivo, a semplificare ancor di più la vita ai cittadini, proponendosi di distribuire nelle farmacie territoriali anche quei farmaci e quei presidi attualmente distribuiti soltanto dalle Asl, “garantendo in questo modo un notevole risparmio di risorse pubbliche”. “In Italia – spiega Giancarlo Esperti, direttore generale di Federfarma Servizi – operano circa 350 aziende farmaceutiche e 150 concessionari che distribuiscono ai grossisti i farmaci in nome e per conto delle aziende. I grossisti distributori sono 55, presenti con i loro magazzini su tutto il territorio italiano e in grado di garantire a ogni farmacia due o tre consegne giornaliere con cui rifornirle di tutto ciò che sia necessario ai pazienti. Il sistema è capillare ed efficiente, ma soprattutto è in coordinamento costante con ministero, Aifa e forze dell’ordine per garantire che qualsiasi lotto irregolare venga immediatamente ritirato dal commercio. Anche perché c’è una tracciabilità assoluta del percorso dei farmaci, che rende l’acquisto in farmacia e parafarmacia sicuro”. Lo stesso non può dirsi di canali diversi come il web, a meno di non rivolgersi alle farmacie autorizzate. “Le richieste sono evase mediamente in quattro ore, con rare punte di otto-dieci ore – interviene Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi – e pensando alla vastità del panorama di medicinali e prodotti venduti in farmacia, si comprende quanto sia articolata e meticolosa l’organizzazione, garanzia di sicurezza anche in fase di ritiro di lotti anomali perché in ogni momento sappiamo che cosa è stato consegnato e dove”. “Questo servizio di distribuzione dei farmaci, svolto tramite aziende private e aziende dei farmacisti -aggiunge Mirone- è talmente fondamentale da essere riconosciuto come attività di servizio pubblico da parte dello Stato. Un servizio che deve essere identico ovunque, nelle grandi città o nei più sperduti territori rurali, e le cooperative rendono possibile l’esistenza di farmacie che secondo logiche strettamente commerciali non avrebbero ragione di esistere. Ma che invece sono essenziali: il medico spesso non si trova, una farmacia aperta 24 ore su 24 c’è sempre”. Le cooperative, gestite da 28 soggetti per 43 magazzini, presidiano tutto il territorio italiano e rappresentano il 43% del mercato; il resto è fatto da aziende private o gangli distributivi delle multinazionali. Le cooperative, peraltro, sono in grado di tutelare la Salute degli italiani anche grazie alla possibilità di contrastare l’esportazione parallela dei farmaci, come spiega ancora Esperti: “Tutti i nostri affiliati si assumono la responsabilità di distribuire solo in Italia tutti i medicinali che ricevono. Talvolta, infatti, un farmaco può mancare perché non viene prodotto o più frequentemente perché, costando di meno in Italia rispetto ad altri Paesi, viene là esportato: evitarlo grazie all’impegno dei nostri distributori è un’ulteriore garanzia e tutela, indicativa della nostra capacità di soddisfare i bisogni dei concittadini”. “Proprio per questo – precisa Esperti – vorremmo ampliare la nostra attività distributiva: siamo pronti a consegnare alle farmacie territoriali i medicinali venduti soltanto all’interno degli ospedali e i presidi erogati dalle Asl, con un vantaggio sia per i cittadini, che accederebbero più comodamente a ciò di cui hanno bisogno, sia per gli ospedali che potrebbero liberare risorse e utilizzare i farmacisti ospedalieri in corsia e non come commessi dispensatori di medicinali. La farmacia territoriale non può ridursi a vendere solo medicinali con brevetto scaduto, deve poter erogare anche i prodotti più innovativi per cui sia già stato monitorato il rapporto costo/beneficio”. “Poter ricevere i farmaci ospedalieri e i presidi sanitari tramite la farmacia sotto casa sarebbe un grosso passo avanti per il cittadino – riprende Mirone – Spesso l’ospedale o la Asl sono lontani e il paziente deve perdere ore per ottenere ciò di cui ha bisogno, magari assentandosi dal lavoro con costi sociali indiretti considerevoli. Potremmo facilmente risparmiarli: la nostra rete di distribuzione è già pronta e organizzata per sopperire anche a queste esigenze. Non solo, la farmacia del domani si svilupperà in un centro di fruitori di servizi sanitari. Il nostro sistema distributivo sarà il supporto logistico e il partner imprescindibile della farmacia italiana”, conclude.