Festival della Meteorologia – Il futuro delle Previsioni Meteo? Affidabili fino a 10 giorni e precise quartiere per quartiere

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Il futuro della meteorologia è nelle previsioni di quartiere e in una tendenza affidabile anche fino a due settimane. E’ quanto emerge dal Festival della Meteorologia che si e’ aperto oggi a Rovereto e che prosegue fino a domani. L’evento e’ promosso tra gli altri, da università di Trento e comune di Rovereto.

 Nelle città le condizioni meteo possono cambiare anche a soli 100 metri di distanza a causa di traffico, sistemi di riscaldamento o del modo in cui sono costruiti gli edifici. Inoltre la sfida e’ far diventare le previsioni a 10 giorni affidabili come quelle per il giorno dopo.  ”Raggiungere un’affidabilita’ elevata anche per le previsioni che arrivano fino a 10 giorni e fare previsioni meteo alla scala inferiore al chilometro, sono le sfide del futuro” ha detto Luca Mercalli, presidente della Societa’ Meteorologica Italiana. I tre ingredienti fondamentali per vincere la sfida, ha aggiunto, sono: ”potenza di calcolo, disponibilita’ di dati sia da satellite sia da terra, e ricerca scientifica”. Le previsioni di quartiere secondo Dino Zardi, fisico dell’atmosfera dell’universita’ di Trento e responsabile scientifico del Festival, stanno diventeranno necessarie perche’ ”la popolazione si sta concentrando nelle citta’, dove ci possono essere differenze anche a distanza di 100 metri a causa delle attivita’ o anche del modo in cui sono fatti edifici e strade”. Per Zardi questa e’ la frontiera ma esistono gia’ i modelli e gli strumenti di calcolo per arrivare a fare previsioni di questo tipo. L’universita’ di Trento per esempio ha sviluppato un modello testato su Trento e Rovereto che ”puo’ essere esportato anche alle altre citta”’.

festival meteorologiaInoltre i modelli cominciano a considerare anche il ruolo delle citta’ come fattore che condiziona il meteo. Le aree urbane si comportano infatti come isole di calore, che sono aree piu’ calde rispetto a quelle circostanti. Il calore che sale dalle grandi metropoli come Los Angeles e Pechino, ha rilevato Zardi, puo’ innescare dei temporali o farli aumentare di intensita’, perche’ il calore e’ come benzina per alcune perturbazioni. La presenza di un’area urbana altera anche la circolazione del vento e le strade costeggiate da edifici, inoltre, formano dei cosiddetti canyon urbani che fanno ristagnare gli inquinanti. “Il ristagno avviene nei punti dove le strade sono piu’ strette e gli edifici piu’ alti“. ha spiegato Marco Ragazzi che insegna ingegneria sanitaria ambientale all’universita’ di Trento ed e’ autore di un modello sulla circolazione degli inquinanti. Ragazzi ha mostrato come nei canyon urbani si accumulino inquinanti come il benzene. ”Il ristagno avviene nei punti dove le strade sono piu’ strette e gli edifici piu’ alti” ha spiegato. “Sapere in quali zone della citta’ si accumulano queste sostanze – ha aggiunto – e’ importante per la salute pubblica perche’ sostanze come il benzene sono cancerogene”.