Nelle prime ore del 4 novembre 1966, Firenze si svegliò sott’acqua. Un’alluvione catastrofica che causò molte vittime e danni enormi. Internet non esisteva, e neanche i telefonini, le notizie viaggiavano più lentamente. Fu grazie al giornalista della RAI Marcello Giannini che l’Italia seppe del disastro. La sua voce, dagli uffici isolati della rete di stato, raccontò a milioni di italiani il dramma di un’intera città. Ecco cosa disse in quella drammatica diretta.
Qui, Firenze. Le notizie che possiamo dare purtroppo, sono scarse e frammentarie. Anche noi ci troviamo isolati. Tutto il centro storico fiorentino è invaso dall’acqua. Dire acqua è dare un’idea appena approssimata della situazione. Le strade sono autentici torrenti, impetuosi e pericolosi. Quello che forse sentite in sottofondo è il rumore dell’acqua che scorre sotto di noi. Un torrente alla velocità di 40-50 chilometri rari. E stamani, stamani alle 5…era Via Cerretani. È praticamente impossibile prestare soccorso. Sotto le finestre della RAI, portate come fuscelli, abbiamo visto preda dell’acqua automobili, suppellettili…è uno spettacolo allucinante e doloroso. La piena d’acqua non accenna a diminuire.


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