“Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia”: i raccapriccianti dati statistici

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Nonostante vi sia un generale consenso sull’importanza dei diritti dei più piccoli, ancora oggi molti bambini e adolescenti sono vittime di violenze, abusi, discriminazioni, emarginazioni o vivono in condizioni di grave trascuratezza.

Da recenti studi in materia, condotti da Save the children e Unicef, sono tantissimi i bimbi a rischio povertà ed esclusione sociale, che non possiedono giochi a casa o da usare all’aria aperta; che non possono permettersi di praticare sport o corsi extrascolastici; che abitano in appartamenti umidi o non sufficientemente luminosi; che si fermano alla licenza media, abbandonando precocemente gli studi. A questi si aggiungono i milioni di minori nelle aree ad alta pericolosità sismica.

20 NOVEMBRE DATI 1Tra i più vulnerabili: gli invisibili e i dimenticati; quelli che nascono in Paesi in guerra o semplicemente nelle regioni più remote o svantaggiate; i migranti, i rifugiati; i disabili; gli appartenenti a minoranze etniche o religiose; quelli per cui la vita, dal concepimento all’età adulta, rappresenta una vera e propria corsa ad ostacoli ; quelli che devono superare sfide che, se non vinte in tempo, ricadranno a catena sui loro figli.

20 NOVEMBRE DATI 3Sebbene siano stati compiuti significativi passi nella riduzione delle disuguaglianze di genere, queste, purtroppo, persistono in molte aree del pianeta. A essere vittime, sono soprattutto le adolescenti più povere, sottoposte a gravidanze precoci, violenze di genere o esposte a pratiche culturali ingiuste come il matrimonio precoce. In Italia a percosse, lesioni, violenze sessuali o psicologiche, abbandono si aggiungono “nuove” forme di violenza quali la sindrome del bambino scosso e il chemical abuse, ovvero la somministrazione di stupefacenti e psicofarmaci in bimbi in tenerissima età.

20 POVERTA' 1Sebbene alcune violenze si verifichino in modo imprevedibile e isolato, la maggior parte di quelle sui bambini è provocata da persone in cui i bimbi dovrebbero riporre la loro fiducia (es. genitori, compagni di scuola, maestri, datori di lavoro ecc.). D’obbligo ricordare che la violenza genera violenza (in età adulta i bimbi vittime di violenza hanno maggiori probabilità di ricaderne vittime o diventarne loro stessi autori); che la violenza perpetua povertà, analfabetismo e morte precoce, privando l’intera società del suo potenziale di sviluppo e crescita.