E’ iniziata con uno show la mattinata di Severino Antinori in Tribunale a Milano. Il ginecologo, accusato di avere prelevato con la forza degli ovuli si è tolto la cravatta, si è aperto la camicia per mostrare un tatuaggio sul petto: “È la mia cartella clinica – ha spiegato – il gruppo sanguigno, perché i poteri forti mi vogliono avvelenare, così i medici potranno salvarmi”. “Dopo il processo – ha aggiunto il medico fuori dall’aula – capirete quanto è criminale questo Stato che toglie la libertà a una persona innocente, modificando le prove. Le accuse della Procura sono solo fantasie e io, come Marco Pannella, faccio una battaglia per la scienza”. In aula, il presidente dell’ottava sezione penale Luisa Ponti ha ripreso Antinori per il suo atteggiamento, riunendo il processo a carico del professore con quello che vede imputate le sue segretarie, l’anestesista Antonino Marcianò e una quinta persona coinvolta in una presunta estorsione.
Milano, show di Antinori in Tribunale: “i poteri forti mi vogliono avvelenare”
