Minori, violenza su neonati: che cosa è la “Sindrome del Bambino Scosso”

La Sindrome del Bambino Scosso o Trauma Cranico Abusivo – è una grave forma di maltrattamento fisico prevalentemente intrafamiliare ai danni di bambini generalmente sotto l’anno di vita. Il bambino viene scosso violentemente dal caregiver come reazione al pianto inconsolabile del bambino. A spiegarlo è il rapporto di Terre des Hommes ‘Maltrattamento e abuso sui bambini: una questione di salute pubblica’ presentato oggi nella Biblioteca Giovanni Spadolini del Senato. Il picco di incidenza della SBS si ha tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, periodo di massima intensità del pianto del lattante. A quell’età non c’è il controllo del capo perché i muscoli del collo sono deboli, la testa è pesante rispetto al corpo, il cervello, di consistenza gelatinosa, si muove, quando scosso, all’interno del cranio, e la struttura ossea è ancora fragile. Le conseguenze dello scuotimento, anche se di pochi secondi, possono quindi essere particolarmente infauste: emorragie intracraniche subdurali o subaracnoidee, contusioni cerebrali e lesioni dirette delle fibre nervose, con conseguente danno neurologico permanente (ad esempio paralisi, rallentamento nelle acquisizioni psico-motorie, deficit cognitivo-comportamentale, sordità), emorragie retiniche, con conseguente cecità spesso centrale, fratture multiple, per lo più del cranio (se c’è anche impatto su superficie), ossa lunghe e porzione posteriore delle coste. Si può arrivare al coma o alla morte del bambino fino in 1/4 dei casi.