“Il mercato chiede olio extravergine siciliano e chiede il brand Sicilia“, che come forza “è inferiore solo al brand Italia“. A due mesi dall’approvazione da parte della Commissione Europa, lo scorso 12 settembre, del marchio Igp Sicilia per l’olio extra vergine di oliva, il primo in Italia a avere ottenuto questa tutela con il nuovo iter europeo (c’è anche l’Igp Toscana, ma ottenuto con le vecchie procedure), nel distretto olivicolo di Menfi, uno dei più vocati nell’isola per la produzione di olio extravergine di oliva, si fa il punto sulle prospettive del settore. In occasione di Novolio 2016, la prima manifestazione menfitana dedicata all’extravergine organizzata dalla cooperativa La Goccia d’oro (1000 soci), produttori, tecnici, rappresentanti delle istituzioni locali ed europee e della grande distribuzione si sono confrontati su un tema che per la Sicilia è vitale, visto che la regione è il terzo produttore italiano di olio extravergine di oliva.
Otto le varietà di olivo più diffuse: Biancolilla, Cerasuola, Nocellara del Belice (nella Sicilia occidentale), Moresca, Tonda Iblea e Nocellara Etnea (nella Sicilia Orientale) e Santagatese e Ogliarola messinese nella fascia settentrionale. Sei le Dop riconosciute (Monti Iblei, Val di Mazara, Valli Trapanesi, Monte Etna, Valle del Belice, Valdemone), cui ora si aggiunge l’Igp Sicilia, per una superficie olivicola complessiva di circa 20mila ettari, pari a oltre il 13% di quella nazionale. Delel 260 micro imprese e pmi, il 25% circa commercializza prodotto a Dop e il 45% circa olio biologico. La Sicilia ha anche la prima Dop per le olive da mensa, la Nocellara del Belice. La produzione olivicola regionale è di circa 3.300 tonnellate, per un valore che supera i 200 milioni di euro.
Michella Giuffrida, euro deputato e membro della Commissione Agricltura della Ue, ammette di puntare molto sull’Igp Sicilia, un “Igp che deve decollare e che può diventare motore propulsivo per l’agroalimentare siciliano” ma non solo, visto che in Italia, a secondo delle annate, si producono tra 300 e 600 mila tonnellate di olio extravergine di oliva a fronte di una richiesta interna già pari a oltre 1 milioni di tonnellate. Fondamentale quindi che la Regione Sicilia faccia la sua parte, incentivando la nascita di nuovi oliveti e le aggregazioni tra piccole aziende sul territorio, anche grazie alla misure di incentivazione previste nel nuovo Psr regionale. L’assessore regionale all’agricoltura Antonello Cracolici ha voluto sottolineare che “l’agricoltura in Sicilia può e deve trasmettere una visione di successo” e ha annunciato che, nel nuovo Psr che sarà pubblicato entro fine anno ci saranno otre 2000 inserimenti di donne e giovani nel mondo della produzione agricola.
“Ora che abbiamo il marchio Igp Sicilia è però necessario – ha avvertito – fare un salto di qualità: si deve organizzare il nostro sistema produttivo e fare in modo che la territorialità diventi un valore. La Sicilia è il terzo produttore italiano ma l’ultima regione imbottigliatrice di olio, basti pensare che la Toscana imbottiglia il 58% della sua produzione mentre la Sicilia appena il 7%)“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?