Referendum 4 dicembre: dal campione del mondo di memoria ecco la “mappa” per capire la riforma [VIDEO]

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Una memoria da Guinness dei primati. E’ quella di Matteo Salvo, primo italiano ad essersi aggiudicato il titolo di International Master of Memory ai Campionati Mondiali di Memoria di Londra nel 2013. Appassionato di sport di resistenza, Salvo ha coniugato la sua passione con la capacità di ricordare segnando un record da Guinness dei primati: il 16 dicembre 2013 ha memorizzato un intero mazzo di carte in apnea. Nato a Genova nel 1976, Salvo ha una laurea in ingegneria meccanica e dal 2000 insegna tecniche di memoria in Italia e all’estero. Fondatore e direttore generale della scuola di apprendimento ‘Mind Performance’, a Torino, ha creato una mappa della memoria sul referendum del 4 dicembre prossimo, ‘disegnando’ la riforma costituzionale in una serie di punti chiave: obiettivo semplificare il testo, imprimerlo nella testa degli italiani e promuovere la decisione consapevole degli elettori. Sia che votino sì, sia che optino per il no. Purché si tratti di un voto consapevole. Con uno stile diretto, efficace e di forte impatto grafico, il campione di memoria analizza in modo sintetico e facilmente comprensibile tutte le informazioni necessarie per fare chiarezza sul referendum e gli scenari post voto in caso di vittoria del sì o no. La mappa è suddivisa nei macro rami: riforma del Senato, elezioni del Presidente della Repubblica, riforma del Titolo V, referendum abrogativo e proposte di legge popolare.

referendumSalvo, presidente dell’Italian Memory Sport Council, ha deciso di ‘mappare’ la materia referendaria “perché credo che molte persone, al di là dell’età e del livello culturale, non conoscano i contenuti di questo referendum – spiega all’Adnkronos – le fonti di accesso alle informazioni dicono tutto e il contrario di tutto, e alla fine credo che ci sia il rischio di un voto di pancia, un voto basato sulla simpatia. La mappa dà informazioni oggettive, guardandola si comprendono i contenuti e valutano le conseguenze, la mappa ti costringe a pensare, dà una visione d’insieme che il testo scritto non dà“. “Uso sempre le mappe per mettere chiarezza nelle informazioni – prosegue – con l’obiettivo di avere una panoramica e visione d’insieme. In questo referendum si tende a politicizzare e proiettare emotività al punto di vista, sia favorevole che contrario alla riforma. La mappa può aiutare a basarsi non sull’istinto, sulla pancia, ma su una proiezione oggettiva, può aiutare a trarre conclusioni differenti tra soggetti diversi“. Salvo sintetizza i punti chiave della riforma soffermandosi sulla mappa messa a punto. “Attualmente – riassume – il Parlamento è composto da Camera dei deputati e Senato della Repubblica, che hanno entrambi gli stessi poteri di proporre, discutere e votare le leggi, e votano anche la fiducia al governo. Uno dei punti chiave è la riforma del Senato, che porrebbe fine al bicameralismo perfetto. Se vincesse il No questo sistema resterebbe uguale“. “In caso di vittoria del Sì, invece – prosegue lo specialista di memoria – ci sarà un nuovo Parlamento, con Camera dei deputati inalterata e un nuovo Senato, chiamato il ”Senato dei 100”, che avrà poteri limitati, ma potrà esprimere pareri sui progetti di legge approvati dalla Camera e proporre modifiche entro 30 giorni dall’approvazione. In questi casi, la Camera dei deputati non avrà l’obbligo di considerazione. La riforma del Senato porrà, quindi, fine al bicameralismo perfetto“. “Il nuovo Senato – riassume dunque Salvo, mappa alla mano – sarà un organo di rappresentanza di comuni e regioni composto solo da 100 senatori e non più dai 315 attuali. I 100 senatori verranno nominati: 95 dai consigli regionali, 5 dal Presidente della Repubblica, che li sceglierà fra sindaci e consiglieri regionali. La figura del Senatore a vita verrà eliminata, con una sola eccezione: resterà valida solo nel caso degli ex Presidenti della Repubblica“. “Altro punto importante della riforma è l’elezione del Presidente della Repubblica. La situazione attuale prevede che venga eletto dalle due Camere in seduta comune e da 59 delegati regionali. La riforma prevede, invece, che venga eletto solo dalle due Camere in seduta comune e con modalità di voto diverse“, prosegue il campione di memoria.”Fra i punti chiave del referendum anche la riforma del Titolo V – illustra ancora Salvo – ovvero di quella parte di Costituzione relativa all’assegnazione delle competenze alle autonomie locali, ossia Comuni, Province e Regioni. La riforma riporterà molti poteri e competenze allo stato in una ventina di materie, ad esempio ambiente, gestione dei trasporti, produzione e distribuzione dell’energia, politiche dell’occupazione e la sicurezza sul lavoro“. “Inoltre, si avvierà il processo per l’abolizione delle Province e del Cnel. Infine – prosegue – la riforma introdurrà i referendum abrogativi e le proposte di legge popolari, che richiederanno però almeno 150.000 firme e non più solo 50.000. Inoltre, verrà introdotto l’obbligo di discussione delle proposte di legge popolari“. “Il quorum per la validità del referendum abrogativo rimarrà invariato al 50% degli aventi diritto, ma se i cittadini fossero 800.000 o più, il quorum verrà ridotto al 50% dei votanti alle ultime elezioni per la Camera dei deputati. Sarà inoltre possibile il referendum propositivo che consentirà ai cittadini di chiedere alla Camera di emanare nuove leggi“. La riforma in pillole, dunque, grazie a una mappa che consente di ricordarne ogni passaggio. “Io sono uno sportivo – dice Salvo – e sono abituato a ragionare sui numeri, meno sull’istinto. Esattamente come nello sport: i numeri sono fondamentali, se sei primo all’ultima curva ma non tagli il traguardo vale a ben poco. Le mappe ti consentono di fare questo, il 4 dicembre spero che inducano a un voto consapevole“. (AdnKronos)