Dalle ossa puà arrivare il segreto per rendere il cervello piu’ ‘smart’, potenziando le sue funzioni più complesse, come quelle cognitive. I neurobiologi guidati da Michael Greenberg, dell’Harvard Medical School, sono riusciti a riprogrammare un gene che normalmente controlla lo sviluppo delle ossa e il metabolismo dei muscoli nei mammiferi per potenziare lo sviluppo del cervello. L’esperimento è stato condotto sui topi ed è descritto sulla rivista Nature. Il gene è l’osteocrina, e il suo ruolo è ben noto nella crescita delle ossa e nel funzionamento dei muscoli. Il gene risulta anche presente nelle cellule della parte più esterna ed evoluta del cervello umano, la corteccia cerebrale, dove regola la percezione sensoriale e funzioni complesse come pensiero e linguaggio.
La sua presenza in un’area del cervello deputata a funzioni di alto livello ha suggerito ai ricercatori l’idea che possa essere legato allo sviluppo cognitivo e che possa essere un punto cardine che distingue il cervello umano e dei primati non umani da quello degli altri mammiferi. Anche se molti di questi geni erano attivi sia nelle cellule cerebrali dei topi e dell’uomo, i ricercatori hanno osservato un piccolo sottogruppo che si attivava solo in quelle umane. Hanno messo le cellule cerebrali di uomo, ratto e topo in coltura e hanno ricreato chimicamente le condizioni di stimolazione sensoriale con cui hanno attivato il gene, notando che l’attività del gene era molto intensa nei neuroni della corteccia, mentre era assente da altre zone non deputate a funzioni cognitive. Mettendo a confronto i livelli di osteocrina con quelli di un’altra proteina del cervello, la Bdnf, coivolta nella crescita e riparazione dei neuroni, si sono viste delle forti differenze: la Bdnf e’ presente in tutto il cervello, mentre la osteocrina solo nella corteccia, e in parte minore nell’amigdala, coinvolta nella memoria e nelle risposte emotive.
