“Siamo in piena emergenza, le scosse sono ancora in atto e il clima è di paura: in alcuni casi la trasformazione del prodotto è stata interrotta, come ad esempio il latte in formaggio. Le persone, gli allevatori hanno paura, hanno paura a prescindere dello stato degli edifici ad entrare nelle stalle per operare. Questo vale anche per la trasformazione della carne o la produzione di lenticchie o ceci, i nostri prodotti di nicchia“. Lo ha detto all’Adnkronos Giordano Nasini, direttore di Coldiretti Provincia di Macerata illustrando la situazione nell’area del Maceratese colpita dal sisma. “Ora la reale emergenza è mettere in sicurezza i 60mila animali tra pecore, maiali, mucche e polli che devono assolutamente essere messi al riparo dato l’imminente arrivo dell’inverno. – ha aggiunto – Nelle prossime settimane questi animali devono tornare nei ricoveri, finora hanno potuto stare fuori, ma tra poco arriverà la neve e non possono proprio stare all’esterno“. “Quindi servono ricoveri per gli animali, laddove sono crollati o sono gravemente lesionati e soprattutto servono container, roulotte o quant’altro per gli allevatori che non possono assolutamente allontanarsi dai propri allevamenti. – ha ribadito Nasini – La presenza dell’uomo vicino agli allevamenti è importante non solo per accudire gli animali ma anche per questioni di sicurezza: il lupo nella aree di montagna è presente quindi è necessaria una guardiania“. “Quindi un ‘tetto’, dignitoso per gli allevatori, molti dei quali attualmente vivono in auto, ed un ricovero per gli animali sono le due priorità a cui dobbiamo dare una risposta immediata – ha continuato Nasini – e mi appello alle istituzioni perché siano il più veloci possibile a fornire container, moduli, camper che possano consentire all’allevatore di non allontanarsi“. “Parallelamente è necessario mettere al riparo i territori, le coltivazioni anche se la situazione non è così grave come quella degli allevatori – ha detto ancora Nasini – è fondamentale fare in modo che nessuno abbandoni il territorio e sarà quindi necessario dare un supporto anche ai produttori agricoli“. “Ora è il momento della semina che con il terremoto possiamo dire che ha subito un rallentamento ma non un blocco vero e proprio: auspichiamo che venga completata, soprattutto quella dei cereali, farro, orzo, grano. Semina necessaria per le future produzioni. Inoltre – ha concluso Nasini – abbiamo censito un centinaio di agriturismi nella provincia di Macerata che hanno retto, non hanno subito danni e che possono operare e riavviare il settore turistico dell’area“.
Terremoto, Coldiretti Macerata: “Siamo in piena emergenza, c’è tanta paura”


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