Si aggrava il bilancio nelle aree interne della provincia teramana: centri storici evacuati, edifici pubblici e privati lesionati, luoghi di culto chiusi, il numero degli sfollati in continuo aumento. In molti comuni risulta compromesso il 70%-80% del patrimonio edilizio.
Tante piccole realtà, tante storie diverse. Nel borgo della ceramica, Castelli, è stato chiuso in via precauzionale tutto il centro storico, sgomberate le botteghe artigiane e le attività commerciali che vi insistono. Ad oggi vi sono 50 sfollati tutti ricoverati a Castelli, nelle strutture ricettive locali e nei tre punti di accoglienza notturna appositamente allestiti: “Le attività produttive rischiano di scomparire – è l’allarme del sindaco Rinaldo Seca -, così come la nostra grande tradizione artistica in quanto pochi ceramisti ormai sono nella condizione di poter lavorare. Abbiamo avuto una grande dimostrazione di generosità dei castellani residenti all’estero che hanno messo a disposizione le loro case”.
