Per difendersi da un terremoto “anche le nuove tecnologie basate su sistemi di ‘early warning’ connessi come quello giapponese possono fare la differenza” ed ora anche “anche in Italia sta circolando sui cellulari un’App, ancora sperimentale e non strutturata a livello Paese, che lancia comunque un allarme se si verifica un terremoto“. A sottolinearlo all’Adnkronos è il geologo Paolo Messina, direttore del CNR-Igag, l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche. “I terremoti non si possono prevedere ma i sistemi di ‘early warning’ connessi, come quello attivo in Giappone, sono molto utili perchè, con un allarme sonoro, allertano la popolazione e gli addetti ad obiettivi sensibili, riducendo danni e vittime” spiega Messina. “Quando si sta per verificare un terremoto, con particolari sensori si possono rilevare le onde sismiche chiamate Prime che anticipano di pochi secondi le onde sismiche Seconde che sono più distruttive” spiega ancora il geologo del CNR. Un allarme che scatta pochi secondi prima dell’onda Seconda più distruttiva “può fare la differenza. Pochi secondi, ma anche in tempo reale, possono essere importanti per mettersi in sicurezza o mettere in sicurezza obiettivi sensibili come un treno in corsa, il traffico stradale o un impianto nucleare“. Basti pensare, evidenzia Messina, che “l’onda sismica di ieri ha impiegato quasi un minuto per propagarsi dall’epicentro fino a Roma“. In Giappone il sistema di ‘early warning’ è connesso dalla Japanese Meteorological Agency a tutti gli obiettivi sensibili e anche alla popolazione, “in Italia l’app che sta circolando non è un sistema di allerta a questi livelli, ma consente ad un cellulare, dotato di Gps e accelerometro, di oscillare, registrare la scossa e lanciare un allarme sonoro” aggiunge ancora Messina. “Se questo sistema fosse strutturato a livello nazionale, e coinvolgesse un elevato numero di persone, avremmo un sistema di allerta che potrebbe essere un altro passo nelle attività di prevenzione antisismiche” conclude il geologo del CNR.









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