Terremoto, Mibact al lavoro sull’arte ferita: si riparte da zero

Ricostruiremo tutto, siamo gia’ al lavoro. Ma serviranno piu’ fondi e piu’ persone“. Il giorno dopo la grande paura e la scossa piu’ feroce di sempre, riprende anche la corsa per mettere in salvo l’arte ferita, chiese, campanili, palazzi, musei. Ma i danni sono cosi’ gravi che quasi si ricomincia da capo. “Mettiamo indietro le lancette e azzeriamo molto del lavoro fatto“, spiega all’ANSA Antonia Pasqua Recchia, il segretario generale del ministero che coordina tutto il lavoro sul terremoto. “Si stanno riprogrammando gli interventi, le priorita’ sono sempre le stesse, verifica dei danni, recupero dei beni mobili e messa in sicurezza di quelli immobili, oltre alla protezione delle macerie perche’ da li’ si ripristineranno monumenti e affreschi“. I tecnici Mibact, sottolinea, “sono tutti al lavoro” con i vigili del fuoco per la messa in sicurezza degli edifici e i comuni “a cui abbiamo rinnovato la nostra massima disponibilita’ ad approvare i progetti“.

E per mettere in salvo le opere d’arte e gli oggetti dalle chiese, sono stati individuati tre depositi a Citta’ Ducale (per il Lazio) a Spoleto per l’Umbria e nel Forte Malatesta per le Marche. A breve si svolgerà anche una riunione con ingegneri strutturisti per la messa in sicurezza della facciata di San Benedetto a Norcia e per Santa Maria Argentea, sempre a Norcia, “dove e’ caduto il timpano“. Interventi di grande urgenza anche a San Salvatore in Campi a protezione della chiesa e degli affreschi caduti. E non solo, assicura il segretario generale del Mibact, “stiamo intervenendo su tantissime situazioni“. In alcuni casi, come per la torre civica di Amatrice e il Campanile di Sant’Agostino i crolli, spiega Pasqua Recchia, sono stati meno gravi di quanto si sia temuto: “della torre civica e’ caduta la parte sommitale“. Quello che e’ certo, ribadisce, e’ che il sisma di ieri “e’ stato otto volte piu’ violento di quello di agosto e di ottobre. Molte delle messe in sicurezza gia’ realizzate, come quella di Castelluccio, non hanno tenuto, ma non avrebbero potuto tenere. Le operazioni di messa in sicurezza sono fatte per sorreggere un edificio in condizioni normali, non certo per reggere un terremoto di quella entita’“.