Si cerca di recuperare un po’ di tutto dentro le case e nelle camere degli alberghi di Norcia sventrati dalla grande scossa del 30 ottobre scorso. A Porta Romana, la via principale via di ingresso alla città di San Benedetto, c’è una fila di uomini e donne che chiedono di poter oltrepassare la zona rossa per poter entrare in quel che resta delle loro abitazioni per racimolare vestiti e qualche effetto personale, a volte anche qualcosa di superfluo o un piccolo ricordo, qualcosa che sappia di normalità insomma. Insieme agli sfollati anche i Vigili del Fuoco. Per essere assistiti è infatti necessario compilare un modulo al Coc, il Centro operativo comunale, ed attendere di essere chiamati, indossare il caschetto ed entrare nel cuore delle macerie.
Tra i tanti cittadini che vorrebbe rientrare nell’albergo Grotta azzurra, c’è Raffaele Massi. Si trovava in hotel dalla scossa del 24 agosto che distrusse Amatrice, Accumoli e altri centri del Centro Italia, mentre a Norcia il sisma aveva soltanto lesionato qualche abitazione, tra cui, appunto, quella di Raffaele. Finalmente, accompagnato dai vigili del fuoco, può entrare nella zona rossa e riappropriarsi dei tanti beni che era stato costretto a lasciare per fuggire alla furia del terremoto. Il momento dell’entrata lascia sempre sgomenti: è buio e i corridoi dell’hotel sembrano un labirinto. I vigili del fuoco fanno strada con la luce delle torce, si sale al piano superiore e quello che si incontra è un caos totale: estintori divelti, documenti ovunque, crepe sui muri. Nella camera che ospitava la famiglia Massi tutto e’ rimasto com’era, persino la porta è spalancata. Adesso è una corsa contro il tempo per recuperare tutto il possibile perché il rischio che una nuova scossa possa sorprendere chi è dentro l’albergo è elevato.
Anche i Vigili del Fuoco cercano di aiutare l’uomo: un lenzuolo viene trasformato in un grande sacco, altri sacchi di plastica vengono riempiti di un po’ di tutto, si cerca anche la chiave dell’auto di Raffaele, invano. Intanto il tempo a disposizione è scaduto, “tornerà nei prossimi giorni a prendere il resto”, ma intanto quest’uomo che non si ferma un secondo cerca di caricare sulle proprie braccia anche l’impossibile. Si dirigono verso l’uscita e un sospiro di sollievo viene tirato da tutti: anche questa volta è andato tutto liscio. Nel frattempo fuori dalla zona rossa c’è già una signora, di origine brasiliane che vive da 20 anni a Norcia e che attende il suo turno. Adesso tocca a lei ritornare nella sua abitazione per prendere quel che le serve. I vigili del fuoco le vanno incontro, lungo il tragitto che separa i soccorritori dalla donna c’è un cartello apposto sulla vetrata di uno dei negozi del centro storico che cattura l’attenzione, c’è scritto: “Non è un addio, ma solo un arrivederci”, firmato: Brancaleone da Norcia.
