”L’aria e’ un po’ pesante, c’è molto sgomento, nessuno se lo aspettava”: la vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane ha spiazzato tutti, anche i ricercatori. Lo racconta all’ANSA la virologa italiana Ilaria Capua, che ha seguito gli ultimi mesi di campagna elettorale dal Centro di eccellenza ‘One Health’ che dirige presso l’Università della Florida.”Trump è stato un po’ evasivo – afferma Capua – in particolare e’ stato molto abbottonato su alcuni fronti della ricerca che toccano temi etici sensibili, sui quali ha espresso posizioni anche contraddittorie”. Sono lontani i tempi della presidenza di Bill Clinton, ”un’epoca in cui la ricerca ha avuto molti fondi e ha fatti grandi passi avanti”, ricorda Capua. ”E’ vero che la situazione era piu’ florida di oggi – sottolinea – ma è anche vero che la ricerca era nell’agenda politica di Bill, cosi’ come lo era in quella della moglie Hillary”.
Al contrario,la campagna elettorale di Trump lascia i ricercatori perplessi:”Al momento c’e’ molta incertezza su quali saranno i primi passi del nuovo presidente, perche’ non si e’ discusso per niente di ricerca biomedica durante la campagna elettorale e non e’ chiaro quali siano le priorita’ di Trump’‘, spiega Antonio Iavarone, biologo molecolare da anni negli States, dove dirige un gruppo di ricerca sui tumori presso l’Institute for Cancer Genetics della Columbia University a New York. ‘‘Nei nostri laboratori c’è un misto di curiosita’ e preoccupazione per il futuro della presidenza Trump. La situazione della ricerca scientifica negli ultimi anni e’ stata (e continua ad essere) molto difficile per le università americane, soprattutto a causa della riduzione dei finanziamenti disponibili da parte degli Nih (che rappresentano una fonte insostituibile per la sopravvivenza di tutti i maggiori gruppi di ricerca accademici), ma anche per l’incertezza sulle loro priorità programmatiche. Naturalmente speriamo che l’amministrazione Trump consideri la ricerca scientifica e accademica come una priorità essenziale per lo sviluppo del Paese”.
La stessa speranza condivisa anche da Ilaria Capua: ”mi auguro che Trump sia un buon presidente e che dia spazio e strumenti alla ricerca: ora stiamo a vedere quello che farà, in fondo e’ stato eletto da pochi giorni”. Molto importante sarà la scelta del consigliere scientifico alla Casa Bianca, sollecitata anche dall’Associazione americana per l’avanzamento delle scienze (Aaas), la più grande società scientifica a livello mondiale. ”Spero che Trump lo scelga al di sopra delle parti – dice Ilaria Capua – e che sappia dare indicazioni in linea con le necessita’ della scienza, senza che questa venga strumentalizzata o contaminata da ideologie politiche”.
