Ulivi in Italia, è ancora allarme Xylella

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L’ultima vittima è stata una pianta secolare che si trovava a Ostuni, in provincia di Brindisi; era un albero ornamentale, che sorgeva all’interno di un’area di rifornimento lungo la statale 379 Brindisi – Bari, tra le località di Rosa Marina e Monticelli. Come in tutti i casi precedenti, non c’è stata alternativa all’abbattimento dell’ulivo colpito dalla Xylella fastidiosa, il terribile batterio che ha decimato la popolazione di questa antica coltura nella regione meridionale d’Italia, e che ha sollevato molta preoccupazione anche a Bruxelles.

Abbattuto un altro olivo. È stata infatti proprio la Commissione Europea a chiedere alla Puglia l’applicazione delle misure Ue redatte per controllare il fenomeno di questo agente patogeno nelle zone già colpite, e in pratica di attuare quanto prima i necessari interventi preventivi. Tradotto: non solo l’eradicazione dell’olivo infetto, ma anche la rimozione di tutte le piante potenzialmente ospiti del batterio nel raggio di 100 metri intorno all’albero in questione. Come spiegano i portavoce della Commissione, “il controllo sulla movimentazione delle piante, i test sul campo e la rimozione immediata delle piante restano cruciali per prevenire l’ulteriore diffusione del batterio”.

Il sindaco rassicura. A tranquillizzare le preoccupazioni di Bruxelles (e degli agricoltori della zona) è stato il sindaco della cittadina brindisina, Gianfranco Coppola, che ha spiegato che “la zona è circoscritta e nell’arco dei cento metri non ci sono delle piantagioni di olivi secolari”, ma anche che non si abbasserà la guardia, visto che “anche l’oleandro è una pianta che viene attaccata dalla xylella e la strada statale 379 è piena di oleandri. Sono stato rassicurato dal responsabile dell’Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali che in queste ore sta monitorando in modo capillare tutta la zona”. Il primo cittadino di Ostuni ha anche però parlato in termini ottimistici, dichiarando che “ci auguriamo che questo batterio, proprio come hanno detto gli esperti, sia arrivato tramite un mezzo di trasporto che ha transitato sulla stazione di servizio nella quale si trova l’olivo infettato”.

Un tetro scenario. Il grosso timore, infatti, è che possa ripresentarsi lo scenario avviatosi nella stagione 2009/2010, quando focolai puntiformi molto virulenti di Xylella Fastidiosa si diffusero rapidamente in tutto il Salento prima, e in tutta la Puglia poi (soprattutto nel periodo tra il 2013 e il 2014), portando al disseccamento rapido dell’olivo e a centinaia di impianti appassiti e morti, nonché successivamente abbattuti per provare a contenere l’infezione.

Cosa fare per la salute dell’olivo. Se questo è il contesto che si rivela al Sud, per fortuna nel resto d’Italia la situazione sembra più rosea, anche se ovviamente non bisogna “abbassare la guardia”, come diceva il sindaco Coppola. È insomma il momento di procedere con tutte le attività legate alla salute delle nostre piante, seguendo in particolare i consigli presenti sul sito del mastergardner Codiferro, esperto di giardinaggio a 360 gradi, anche perché ci avviciniamo ai momenti topici per la potatura dell’ulivo, che andrebbe eseguita in maniera preferenziale alla conclusione dei mesi invernali, e in ogni caso prima che si verifichi la ripresa vegetativa, ovvero che spuntino i primi nuovi germogli.

I primi passi. Se infatti il detto popolare dice che “per San Silvestro ogni oliva nel canestro”, suggerendo che entro la fine dell’anno bisogna completare la raccolta delle olive, è più o meno in queste fasi che bisogna intervenire per la potatura, rispettando ovviamente le caratteristiche specifiche della propria zona olivicola, a cominciare dalla terra, dal clima e dalle cultivar, senza trascurare l’età dell’ulivo e la sua eventuale risposta.

Dott. Angelo Vargiu – Sociologo della Comunicazione, Web writer