“Vorrei salutare Umberto a modo suo, rivolgendomi alle persone che ha più amato, ai giovani: fatevi guidare dalla vostra intelligenza e curiosità, innamoratevi della scienza e dei suoi metodi, innamoratevi della ricerca che è bellissima, siate allegri e irrispettosi”. E’ il modo scelto da Pier Giuseppe Pelicci, direttore Ricerca dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, per ricordare i messaggi dell’oncologo alle nuove generazioni. “Umberto – ha spiegato Pelicci durante il suo intervento alla commemorazione laica dello scienziato, oggi a Palazzo Marino – ha iniziato tantissimi progetti e il ‘cantiere'” di questi progetti “non è mai finito. Lui, un chirurgo, ha sempre promosso la ricerca scientifica fondamentale e ha restituito alla società il dovere di discutere per decidere di scienza e di ricerca”.
“Se si sentisse elencare le sue storie straordinarie – ha concluso il ricercatore – direbbe la stessa cosa che ci ha detto tutte le volte che gli raccontammo di qualche nostro successo: ‘Bene, bello’, ci diceva. Qualche volta, non molto spesso, aggiungeva qualche complimento. Ma la domanda successiva che Umberto ci poneva era sempre la stessa: ‘E adesso?’. Già, Umberto. Qual è la nuova storia che comincia adesso? E’ inutile chiedertelo, perché conosco già la risposta. E’ la solita, che ci hai sempre dato: ‘Ditemelo voi'”.
