“L’industria alimentare italiana è consapevole non solo della responsabilità di provvedere alla salubrità del cibo che produce, ma anche e soprattutto a fare la sua parte per favorire l’adozione di una dieta sana, variata e nutrizionalmente bilanciata“. Lo ha detto il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia intervenendo dal secondo Simposio internazionale organizzato dalla Fao e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un’assunzione di responsabilità evidente, come ha ricordato Scordamaglia, che ha portato l’industria alimentare italiana a riformulare 4200 prodotti e a riporzionarne 3600 riducendone l’apporto calorico. “Ma non solo – ha detto il presidente – durante Expo Federalimentare ha firmato un accordo con il Ministero della Salute che prevede la riformulazione e il miglioramento delle caratteristiche nutrizionali in particolare di quei prodotti destinati ai bambini dai 3 ai 12 anni“. Al centro dell’intervento di Scordamaglia quindi la partnership fra pubblico e privato improntata su una strategia win-win che, però, vede alla base la necessità di un’informazione corretta e trasparente così come ha ricordato anche il ministro Lorenzin. Un approccio che metta al centro la tutela del consumatore “Uno stile di vita sano va sempre promosso attraverso metodi basati su rilevanze scientifiche certe e incontrovertibili che devono rappresentare il punto di partenza di ogni azione“.
Alimenti: “L’industria pronta a favorire una dieta più sana”


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