Alluvione del 1966 a Firenze: cardinal Betori ricorda l’omelia della messa di Natale con Paolo VI

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Questa citta’ cinquanta anni fa subi’ la dolorosa catastrofe dell’Alluvione e da li’ trovo’ forza per risorgere, grazie al coraggio che trasse dalla sua storia e identita’ ma anche grazie al sostegno che le venne da tanti che vennero ad aiutarci da ogni dove. Dobbiamo ricordarlo in questa notte di Natale che, cinquanta anni fa, fu illuminata dalla presenza del beato papa Paolo VI, che venne a incoraggiarci e a indicarci nel Bambino Gesu’ la luce che doveva guidarci nella nostra rinascita“. Cosi’, nella messa di mezzanotte, il cardinale di Firenze, Giuseppe Betori, ha ricordato la messa che Paolo VI celebro’ il 25 dicembre 1966, sempre a mezzanotte e sempre nella cattedrale fiorentina, poche settimane dopo l’Alluvione del ’66. Il cardinale Betori ha riportato le parole di Paolo VI che in quella occasione evidenzio’ “le virtu’ umane e civili” dei fiorentini, “la tempra, vibrante d’intelligenza, di coraggio, di laboriosita’, di senso acuto e operante nella realta‘”, “virtu’, codeste, che, messe alla prova, insorgono, si affermano e si accrescono, non cedono“, la “drammatica contingenza – disse sempre Paolo VIinvece di fiaccare, corrobora le vostre energie e le moltiplica“. “Queste ultime” parole, ha quindi detto il cardinale Betori, “ci inorgogliscono e al tempo stesso ci intimoriscono nella consapevolezza che esse suonano anche come un esame di coscienza: siamo stati fedeli a tale alta consegna? Ci interrogano su quale sorgente possa alimentare tale virtu‘”, cioe’, riprendendo Paolo VI nella stessa omelia del 1966 “rinascere” che “vuol dire per voi fiorentini, ritrovare le energie interiori dello spirito, che la vostra tradizione cristiana ha inserito nell’essere vostro“. Al termine di quella celebrazione, ha ricordato ancora Betori, “Paolo VI compi’ un gesto inatteso: appunto’ sul gonfalone della nostra citta’ una medaglia del suo Pontificato, quella che celebra il Concilio Vaticano II, come riconoscimento alla sofferenza e al tempo stesso al coraggio e alla incipiente rinascita della nostra citta‘”. “Sono grato – ha concluso il cardinale – alla nostra Amministrazione comunale per aver portato questa notte nella Cattedrale il nostro gonfalone, il solo gonfalone nel mondo che si fregi di una medaglia della Santa Sede, per di piu’ appostagli dalle mani stesse del Papa“.

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