Ambiente: in un libro la storia di un antico bulbo di cipolla a tutela della biodiversità

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E’ uscito in questi giorni il primo libro di Marco Damele  su “La cipolla egiziana- Origine, storia, coltivazione e cucina, pubblicato dalla “Edizioni Zem”.

Il testo, frutto di oltre 3 anni di studio e ricerca da parte dell’autore, propone anche suggerimenti per un’idea di cucina “biodiversa“ adatta a tutti; semplificata e moderna, resa originale da consigli e indicazioni sull’utilizzo quotidiano del bulbo. Ogni ricetta è accompagnata da una fotografia, permettendo di imparare i segreti anche delle preparazioni apparentemente più complicate. Il libro sulla cipolla egiziana, unico nel suo genere nel panorama editoriale italiano è completato da consigli sulla coltivazione, sulle origine dell’ortaggio con materiale storico di ricerca dei primi decenni del secolo scorso.

collagericetteConoscere le piante, spiega l’autore,  è prima di tutto rispetto e amore verso l’ambiente, è  rimarcare l’importanza della tutela delle tradizioni e la salvaguardia della diversità biologica,  una biodiversità che non è altro che preservare il futuro del nostro pianeta.

Il libro, – termina Damele -, non è altro che un omaggio al territorio, è una forma di tutela ad un antico bulbo reintrodotto in questi anni nell’estremo ponente ligure, con caratteristiche importanti sia per la facilità di coltivazione e utilizzo in cucina che per l’adattabilità che manifesta anche in condizioni climatiche estreme e disagiate.”

Marco Damele
Marco Damele

Marco Damele, imprenditore agricolo di Camporosso in provincia di Imperia, è  protagonista da oltre vent’anni nel mondo della floricoltura del ponente ligure. Dai premi nazionali e internazionali ricevuti per la sua coltivazione di verde ornamentale  e dopo un lungo e intenso avanzamento professionale alla guida dei giovani agricoltori, sta sviluppando la sua azienda puntando sulle antiche varietà orticole, studiando e reintroducendo  la cipolla egiziana ligure (Allium cepa viviparum) che per via della moda, dei gusti e della richiesta di mercato si erano letteralmente perse le traccia; un contadino moderno, un custode di biodiversità che ha deciso di guardare al futuro aprendo l’azienda a nuove forme di tutela botanica e storica del territorio organizzando, alternando alla coltivazione, anche  incontri e conferenze in giro per l’Italia  per promuoverla.