Amianto: dal censimento all’obbligo di bonifica, la stretta sulla polvere killer

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Un censimento sulla presenza di amianto. L’obbligo di bonifica entro il primo gennaio 2020 dei locali pubblici e aperti al pubblico, comprese scuole e ospedali, e dei luoghi di lavoro. Pena la reclusione non inferiore a sei mesi o un anno, in caso di violazione, a meno che il fatto non costituisca un reato più grave. Benefici previdenziali per i lavoratori esposti alla polvere killer. Prepensionamento per chi è affetto dalle cosiddette patologie asbesto correlate, dal tumore alla pleura a quello dei polmoni. Queste alcune delle misure contenute nella proposta di legge presentata alla Camera dal presidente dei deputati del gruppo Misto di Montecitorio, Pino Pisicchio, per fronteggiare quella che è diventata ormai non solo un’emergenza sanitaria e giudiziaria, ma anche economica e sociale. I numeri parlano chiaro. In Italia, si legge nel testo del provvedimento formato da 16 articoli e depositato il 23 novembre scorso, ci sono “ancora 40mila siti fortemente contaminati” e circa “un milione di micrositi”, con ”perdurante esposizione, prima di tutto, di cittadini lavoratori e poi anche di minori”. L’amianto, si sottolinea ancora, è “presente in 2400 scuole con 350mila persone” a rischio radiazioni. E possono bastare anche basse dosi per determinare, anche a distanza di decenni, l’insorgenza di gravi patologie, a cominciare dal mesotelioma che provoca quasi sempre la morte in pochi mesi. Senza dimenticare il cancro al polmone e alle altre vie aeree, nonchè al tratto gastrointestinale, le asbestosi, gli ispessimenti e le placche pleuriche. Sono necessarie, quindi, la riqualificazione, la ristrutturazione e il riammodernamento degli impianti e degli ambienti di lavoro, spesso osboleti, insalubri e pericolosi. ”Soltanto evitando le future esposizioni sarà possibile sconfiggere definitivamente queste patologie”, scrive Pisicchio, relatore della pdl, che spiega: ”Per coloro che hanno già inalato e ingerito la fibra killer è necessario attivare tutti i necessari presidi sanitari e sociali, di cura e di assistenza, con l’ausilio della ricerca scientifica, anche perchè questo fenomeno epidemico delle patologie correlate è destinato ad aggravarsi”. L’Italia, avverte, è “l’unico Paese industrializzato dove vi è un aumento dei casi di mesotelioma, considerato il tumore sentinella”.La sola bonifica dei siti, avverte, “non è di per sè praticabile se non è accompagnata da una programma e da un progetto generali, che prevedano anche misure fiscali e finanziarie, in modo da coniugare lo sviluppo infrastrutturale e industriale con la tutela dell’ambiente e della salute, reperendo le relative risorse”. La patologie si traducono in un costo non solo umano e sociale, ma anche sanitario, per assistenza e per prestazioni previdenziali e assistenziali. Destinati a crescere nei prossimi anni. Da qui la proposta di Pisicchio: ”La decontaminazione determinerebbe anche un enorme risparmio di costi con il conseguente alleggerimento del bilancio di Stato. E’ necessario assicurare il prepensionamento dei lavoratori esposti all’amianto, sia per evitare ulteriori esposizioni, sia perchè essi hanno minori aspettative di vita, nonchè garantire i mezzi di sostentamento per i malati e per i familiari dei deceduti”. Pisicchio assicura che non ci saranno aggravi per le casse statali, perchè ”è possibile utilizzare i fondi strutturali europei, la leva fiscale con una detrazione delle spese pari al 100 per cento in dieci anni, e le ingenti somme confiscate alla mafia, attualmente non utilizzate e non messe a frutto, concedendo queste ultime a mutuo, con un tasso di interesse agevolato e con la garanzia dello Stato”. Per evitare, però, “un uso distorto dei fondi confiscati alla mafia”, sarà sufficiente apporre il “vincolo di utilizzabilità al solo scopo di ammodernare o di riqualificare anche tramite ricostruzione, gli impianti e le attrezzature esistenti”. La proposta di legge, precisa il capogruppo del Misto alla Camera, “non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, in quanto la detrazione fiscale è compensata con le minori spese sanitarie, previdenziali e assistenziali determinate dalla riduzione e, in prospettiva futura, dall’eliminazione dei casi di patologie asbesto correlate e di altre patologie professionali”. Il governo è intervenuto con una serie di norme contenute nella legge di stabilità del 2015 e con altre misure che prevedono, però, avverte Pisicchio, “limiti e restrizioni non compatiibili con i principi di uguaglianza e di ragionevolezza e violano il criterio di non discriminazione, rendendo quindi necessario un immediato intervento per evitare condanne anche in sede internazionale”.