Arriva il solstizio d’inverno, ecco dove vederlo nelle “Stonehenge d’Italia”

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Mancano pochi giorni ormai al solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno: è previsto infatti per il 21 dicembre, alle ore 10:44 UTC (le 11:44 in Italia) l’inizio dell’inverno astronomico. Il Sole si troverà alla sua massima distanza al di sotto dell’equatore celeste, e sarà minimo l’arco apparente da sudest a sudovest, cosa che lo renderà il giorno più corto dell’anno.

Era una data attesa già 3mila anni fa anche nelle “Stonehenge d’Italia” , da Petre de la Mola in Basilicata alla valle del Belice in Sicilia (anche se gli esempi da fare in questo ambito sarebbero ben più numerosi, si pensi anche al Monte Stella nel Cilento o a Trinitapoli in Puglia). I megaliti risalgono quasi tutti alla Tarda Età del Bronzo e sono stati costruiti con la stessa tecnica di Stonehenge nel Regno Unito, “che consiste nell’osservare la posizione del sole nel giorno più corto o più lungo dell’anno e creare dei punti di mira“, spiega l’archeoastronomo Vito Francesco Polcaro, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Sulle Dolomiti Lucane sorge poi “Petre de la Mola”, un affioramento naturale di roccia calcarea che è stata modificata “sovrapponendo una lastra ad una spaccatura naturale della roccia per creare una galleria che permette di osservare il Sole al tramonto del solstizio d’inverno. Lo stesso giorno, e solo in quello, a mezzogiorno il Sole appare dallo stesso punto di osservazione in una piccola fenditura artificiale a sinistra della galleria, dando l’avviso del fenomeno che si verificherà al tramonto,” prosegue l’esperto. I megaliti in Sicilia, nel Belice, risalgono invece al 1700 a.C e consistono in grandi lastre a forma di triangolo che indicano la posizione del Sole quando sorge nel giorno del solstizio d’estate e d’inverno.