E’ stata individuata nel 1900 dall’astronomo James Lunt, impegnato a scrutare il cielo dall’Osservatorio di Cape Town in Sudafrica, e, dopo più di cento anni, è ancora al centro dell’interesse degli studiosi.
E’ IC 5201, galassia a spirale che presenta una barra di stelle che ne attraversa il centro, particolare che la accomuna ai due terzi delle ‘colleghe’ a spirale – tra cui la Via Lattea – osservate nell’Universo.
Nota anche con le più complesse sigle di ESO 289-18 e LEDA 68618, IC 5201 si trova ad una distanza di oltre 40 milioni di anni luce nella costellazione meridionale della Gru e ha ‘incrociato’ il suo cammino con quello di Lunt quando l’astronomo era intento a cercare la cometa Brorsen.
Oltre un secolo dopo, un altro sguardo si è posato su questa galassia: quello di Hubble, che ha aggiunto un nuovo ritratto ‘d’autore’ alla sua ampia ‘galleria’ fotografica. A delineare il volto di IC 5201, utilizzando anche il filtro al vicino infrarosso, è stata lo strumento ACS (Advanced Camera for Surveys) del longevo telescopio spaziale.
Non è la prima volta che la galassia sale alla ribalta: nel 1978, infatti, IC 5201 si è guadagnata gli onori della cronaca per la scoperta, al suo interno, di una supernova di tipo II, battezzata con il ‘nome in codice’ di SN 1978g.
IC, la sigla che – combinata a numeri – designa numerose entità del cosmo, è l’acronimo dell’Index Catalogue, supplemento al monumentale New General Catalogue of Nebulae and Star Cluster (NGC), pubblicato nel 1888 all’astronomo danese Johann Dreyer.
Anche l’Index Catalogue si deve a Dreyer ed è articolato in due parti: la prima, edita nel 1895, contiene un’aggiunta di 1.529 tra ammassi stellari, nebulose e galassie, mentre la seconda, risalente al 1908, ha arricchito la lista di ulteriori 3.857 oggetti celesti.
Hubble, lo storico telescopio NASA-ESA, nel 2015 ha superato il traguardo del quarto di secolo ‘in giro’ tra le stelle e continua a lavorare a pieno ritmo: lanciato il 24 aprile 1990 con lo Shuttle Discovery, sarà operativo ancora fino al 30 giugno 2021.
Il testimone di Hubble – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – verrà raccolto dal James Webb Space Telescope (JWST), nuovo e ancor più potente telescopio spaziale, frutto di una collaborazione internazionale tra NASA, ESA e Canadian Space Agency (CSA).
Il JWST, che deve il suo nome a James Webb (amministratore della NASA dal 1961 al 1968), ad ottobre 2018 verrà lanciato dalla base di Kourou in Guyana francese a bordo di un vettore Ariane 5. Per oltre due anni, quindi, Hubble si troverà ad operare insieme al suo successore in una sorta di scambio di consegne ‘cosmico’.


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