Stamattina sul luogo del crollo della palazzina di Acilia, nel quadrante sud di Roma, in cui sono decedute madre e figlia di 8 anni è avvenuto un nuovo sopralluogo delle autorità competenti. L’area è stata sequestrata e il magistrato affiderà oggi una perizia tecnica per comprendere con esattezza le cause del crollo. Per il momento l’ipotesi più accreditata rimane quella della fuga di gas che potrebbe essere stata provocata da alcune bombole che si trovavano al pian terreno dello stabile. A causa della deflagrazione sono rimaste danneggiate anche le facciate di edifici circostanti. Le due salme, estratte dopo ore dalle macerie dai vigili del fuoco, sono state trasportate al policlinico di Tor Vergata per l’autopsia. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Ostia.
Continua il lavoro anche dei vigili del fuoco che stanno procedendo alla rimozione delle macerie e accompagnando i periti nominati dal pm nel sopralluogo sull’area. “Al momento l’unica cosa certa è l’esplosione, – ha detto il funzionario che coordina le operazioni, Luigi Liolli – bisogna capire ancora il punto esatto e la causa, se possa essere stata una fuga di gas o di metano. Saranno necessari esami più approfonditi, anche di laboratorio”.
