Il ciclone sul mar di Sardegna assume caratteristiche sub-tropicali, venti di tempesta tra mar Ligure e Golfo del Leone

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Per l’ennesima volta sul mar Mediterraneo, pur in mancanza di tutti gli elementi fondamentali, soprattutto nell’alta troposfera, assistiamo all’evoluzione di un normalissimo ciclone extratropicale, con caratteristiche “barocline”, in un sistema di natura sub-tropicale, contraddistinto da una intensa attività convettiva interna. Oggi registriamo un altro caso analogo rispetto a quelli già osservati in Ottobre e lo scorso mese di Novembre, con la profonda ciclogenesi in azione fra Canale di Sardegna e mare di Sardegna. Durante il suo passaggio ravvicinato sulle coste della Sardegna sud-occidentale ne abbiamo avuto conferma. Osservando attentamente l’andamento della pressione barometrica in alcune stazioni corse abbiamo notato come quest’ultima, durante il passaggio ravvicinato del piccolo vortice che ha mantenuto il proprio occhio centrale poco a sud-ovest di Capo Teulada, abbia subito un breve tracollo, dell’ordine di 3-4 hpa all’ora.

Prognose_20161220Calo barico profondo che è stato all’origine delle impetuose raffiche di vento che hanno sferzato il Canale di Sardegna e il settore più occidentale del medio-basso Tirreno, con folate da SE che hanno toccato picchi di oltre 80-90 km/h. Al contempo l’avvicinamento al Golfo del Leone della circolazione depressionaria, ad est contrapposta ad un anticiclone di carattere dinamico, sta determinando un temporaneo inspessimento del “gradiente barico orizzontale”.

I fortissimi venti da E-NE fra mar Ligure occidentale e Golfo del Leone
I fortissimi venti da E-NE fra mar Ligure occidentale e Golfo del Leone

Il sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, tra le Baleari, la Sardegna e le coste della Francia meridionale, sta generando forti burrasche e un’autentica tempesta di vento, in genere da E-NE e NE, che dal settore più occidentale del mar Ligure si dipana, velocemente, in direzione del Golfo del Leone, dove la forza del vento potrà superare forza 8-9 della scala Beaufort, con raffiche sino a 100-110 km/h nei punti meglio esposti. Questo repentino crollo della pressione barometrica potrebbe essere spiegato dalla presenza attorno il minimo barico, non particolarmente profondo, di un vero e proprio “mesociclone”, con valori pressori un po’ più bassi di quelli stimati dalle mappe sinottiche.

wind10m_H_web_2Solitamente cali barici così repentini si associano a strutture depressionarie di tipo sub-tropicale o tropicale al 100%. Se vogliamo catalogarlo, in base ai modelli concettuali forniti dalla meteorologia sinottica, possiamo dire che ci siamo trovati di fronte ad un sistema ciclonico “ibrido”, dalle caratteristiche sub-tropicali, a seguito di un processo “Warm Seclusion”. La “Warm Seclusion” si sviluppa ogni qual volta in un ciclone extratropicale, il fronte caldo “retrocede” velocemente verso la parte posteriore del sistema frontale, ove normalmente è posizionato il fronte freddo, e il nucleo di aria fredda post-frontale che segue quest’ultimo soggetto.

scirocco 19 dicembrePertanto, in questi casi, l’arretramento del fronte caldo e dell’aria calda pre-frontale, ad esso associato, sul settore post-frontale, porta all’isolamento di una vasta bolla di aria calda, che viene circondata lungo i suoi lati dalle masse d’aria fredde post-frontali, dominanti sul settore occidentale della circolazione ciclonica extratropicale. Tale processo, sopra descritto, porta, così, all’isolamento di un nucleo di aria calda proprio nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche caratteristiche “ibride”, sub-tropicali, o nei casi più rilevanti più propriamente tropicali.

maltempo ciclone sardegna 20 dicembre 2016 (6)Va però specificato che in questo caso il “cuore caldo” compare solo nei bassi strati (850 hpa), mentre alle quote superiori prevale ancora l’aria più fredda, anche se durante l’evoluzione il “cuore caldo” può ampliarsi e estendersi verso l’alto. Inoltre nei “TLC” la convenzione è molto più profonda, con imponenti cumulonembi temporaleschi che possono agevolmente superare i 14 km di altezza, vista la maggior quantità di calore latente assorbita dalla superficie marina in un ambiente già di per sé molto umido nei bassi strati. Nelle “Warm Seclusion” l’attività convettiva, pur molto profonda, rimane limitata ad una determinata altezza.

maltempo ciclone sardegna 20 dicembre 2016 (3)Questo è proprio l’esempio della piccola depressione sul mar di Sardegna che già nella mattinata odierna, avvicinandosi all’isola, ha cominciato a subire un processo di “Warm Seclusion” davanti alle coste sud-occidentali dell’isola, a seguito della rapida retrocessione del fronte caldo sul settore freddo post-frontale. In questo caso l’aria più fredda, affluita precedentemente sulla Spagna e scivolata fin sul mar di Alboran, ha dapprima circondato e subito dopo chiuso una porzione limitata di aria più calda sul mar di Sardegna, favorendo la “Warm Seclusion”.

maltempo ciclone sardegna 20 dicembre 2016 (2)Durante tutta la sua traiettoria, dal Canale di Sardegna al mar di Sardegna, il sistema depressionario non ha mai presentato alcun “cuore caldo” a 500 hpa, né a superfici superiori. E probabilmente rimarrà tale fino al graduale colmamento della circolazione depressionaria atteso per domani. Nei cicloni aventi caratteristiche più propriamente tropicali, come in alcuni “TLC” osservati sul Mediterraneo, invece, una volta collaudata la “tropical transition” ad opera di una invasione stratosferica che riversa in quota aria molto fredda e secca sopra il ciclone, tanto da contribuire ad approfondirlo ulteriormente favorendo l’aspirazione dai bassi strati (tramite l’intensificazione dei moti convettivi associata all’inasprimento del “gradiente termico verticale” e “igrometrico” lungo il profilo verticale della colonna d’aria) di aria calda e umida che riempie il nucleo depressionario di masse d’aria calde (creando il cosiddetto “core caldo” nella bassa e media troposfera), l’instabilità “barotropica” prende il sopravento, rafforzando la forza centrifuga (la struttura degenera in un ciclone chiuso con un occhio centrale ben definito) e agevolando l’attivazione di un’area di convenzione molto profonda attorno il minimo depressionario.