Il cielo dell’Antartide si tinge di blu elettrico: ecco da cosa deriva questo fenomeno

Il cielo dell’Antartide si tinge di blu elettrico. Lo splendido fenomeno è possibile grazie all’arrivo della stagione delle nubi nottilucenti nell’emisfero meridionale: queste nuvole sono le più alte dell’atmosfera terrestre e si formano a circa 80 chilometri di altitudine per condensazione delle particelle di ghiaccio derivanti dai detriti di meteore, le quali, a loro volta, riflettono la luce del Sole come dei microscopici specchi generando incantevoli riflessi blu.

Osservate per la prima volta nel 1885, le nubi nottilucenti sono un fenomeno ottico dell’alta atmosfera terrestre ed è possibile osservarle con maggiore frequenza nei mesi estivi, al crepuscolo, alle alte latitudini, tra i 50° e il 70°, sia a nord che a sud dell’equatore. Esse sono correlate con i minimi solari, ciò vuol dire che il loro numero aumenta quando diminuiscono le macchie solari.

I primi bagliori di questa nuova stagione sono stati colti dal satellite Aim (Aeronomy of Ice in the Mesosphere) della Nasa in anticipo rispetto agli anni precedenti, ottenendo così delle preziose informazioni sui cambiamenti climatici in atto. ”Aim studia le nubi nottilucenti per aiutarci a capire meglio lo strato dell’atmosfera in cui si formano, la cosiddetta mesosfera, e le sue connessioni con gli altri strati, con il meteo e il clima”, spiega Lina Tran, del Goddard Space Flight Center della Nasa.

”Osserviamo queste nubi stagionalmente durante l’estate – aggiunge l’esperta – sia nell’emisfero settentrionale che in quello meridionale. Questo è il periodo in cui la mesosfera è più umida, con la risalita del vapore acqueo dalle altitudini inferiori. Inoltre, è anche il periodo in cui la mesosfera è il posto più freddo sulla Terra, per effetto della circolazione stagionale dei venti”. Quest’anno il satellite Aim ha osservato l’inizio della stagione delle nubi nottilucenti sull’Antartide già il 17 novembre scorso: si è trattato dell’avvio più precoce da quando Aim ha iniziato a sorvegliare l’emisfero meridionale dopo il suo lancio, avvenuto nel 2007. Secondo gli esperti della Nasa, questo fenomeno corrisponde ad un cambio stagionale anticipato alle altitudini inferiori.