Incredibile in Australia, alluvione nel deserto: Uluru sott’acqua, la pioggia inonda l’Ayers Rock [FOTO]

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E davvero incredibile quanto accaduto in Australia nelle ultime ore, con i resti dell’ormai ex ciclone tropicale “Yvette” che sono riusciti a penetrare fin nel cuore dell’entroterra desertico australiano, dispensando precipitazioni di carattere torrenziale in pieno deserto. Proprio nel cuore dell’Australia, tanto da sommergere persino uno dei più famosi simboli del continente, l’Ayers Rock, il più imponente massiccio roccioso dell’entroterra australiano. Circondato dalla superficie completamente piana del Bush, l’Ayes Rock (Uluru secondo la lingua degli aborigeni) è visibile da decine di chilometri di distanza ed è celebre per la sua intensa colorazione rossa, che muta in maniera spettacolare (dall’ocra, all’oro, al bronzo, al viola) in funzione dell’ora del giorno e della stagione, caratteristiche che ne fanno una delle icone dell’Australia. La superficie, che da lontano appare quasi completamente liscia, rivela avvicinandosi molte sorgenti, pozze, caverne, peculiari fenomeni erosivi e antichi dipinti.

Le forti piogge, legate al passaggio dei resti dell’ex ciclone tropicale “Yvette”, ormai trasformato in una ampia tempesta tropicale, hanno favorito persino lo sviluppo di insolite cascate d’acqua che dalle pareti dell’immenso massiccio montuoso si sono riversate nella piana semi-desertica sottostante, inondandola completamente. Un evento davvero inusuale, più unico che raro per l’entroterra desertico australiano.

Da queste parti piogge così violente sono rarissime. Subito dopo aver effettuato il “landfall”, nella regione di Kimberley, lungo la costa nord-occidentale australiana, il ciclone tropicale “Yvette” si è rapidamente indebolito in una ampia tempesta tropicale, carica attorno il proprio nucleo di umidità tropicale raccolta precedentemente sopra le calde acque superficiali dell’oceano Indiano orientale.

La presenza di un enorme quantitativo di umidità tropicale attorno il nucleo centrale ha fatto in modo che i resti della tempesta, pur cominciando a sfaldarsi molto lentamente, fossero in grado di scaricare piogge molto intense e forti rovesci, con elevati indici di rain/rate. Quindi parliamo di precipitazioni in grado di creare temporanei allagamenti, specie nelle aree desertiche dove i terreni non sono abituati a ricevere così tanta acqua in poco tempo. Nel corso della giornata di ieri i resti di “Yvette” si sono spostati verso l’arido entroterra australiano, a sud del Kimberley, andandosi gradualmente ad indebolirsi allo status di tempesta tropicale.

Ma conservando al suo interno un notevole quantitativo di vapore acqueo, per merito della sua forza centrifuga, è stato in grado di dispensare precipitazioni davvero abbondanti su buona parte dell’Australia nord-occidentale e centrale. Tanto che in alcune aree desertiche si sono scatenati autentici diluvi che hanno lasciato accumuli di oltre 200 mm. Visto l’enorme mole di calore latente acquistato sopra il mare la tempesta è rimasta attiva anche sull’entroterra desertico australiano, nonostante l’ambiente ostile (aria troppo secca nei bassi strati), attivando venti forti a rotazione ciclonica, prevalentemente dai quadranti orientali nel deserto Gibson e settentrionali, fra Nord e N-NO, sul settore più occidentale del Gran Deserto Sabbioso, dove le raffiche molto forti, fino a 70-80 km/h, hanno generato anche delle locali tempeste di sabbia, con conseguenti drastiche riduzioni di visibilità.

Ma oltre ai forti venti, i resti del ciclone tropicale, come già detto, hanno provocato intense precipitazioni, anche a sfogo temporalesco, che hanno investito le aree desertiche del Western Australia, con fenomeni intensi e a carattere di nubifragio. Nel corso della giornata odierna, dopo aver alluvionato i territori desertici dell’Australia centrale, i resti della circolazione ciclonica si dissiperanno in una depressione tropicale, con una spiccata attività convettiva attorno il nucleo centrale, che sarà in grado di dispensare altri rovesci sparsi e dei temporali.

Le piogge, collegati ai resti di “Yvette”, potranno spingersi fino alle torride aree dell’entroterra desertico, dove potrebbero verificarsi dei brevi rovesci, accompagnati da una ventilazione molto sostenuta dai quadranti settentrionali. Le precipitazioni, nel cuore del deserto del Western Australia, hanno causato anche un temporaneo, quanto sensibile calo termico, tanto che in molte località desertiche australiane la colonnina di mercurio è tornata a scendere sotto il muro dei +30°C +28°C.