Italiani meno spendaccioni e più oculati a Natale. Le sospirate tredicesime, che quest’anno raggiungeranno la cifra record di oltre 40 miliardi di euro, non saranno spese tutte in regali e acquisti per le feste ma una discreta somma andrà in risparmi e investimenti. E’ quanto stimano la Confcommercio e la Confesercenti pur con alcune differenze di cifre, se per la prima il monte tredicesime sarà di 40,2 miliardi per la seconda sarà di 42,8 miliardi. Un’attitudine al risparmio che, secondo il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, può dipendere da “un clima di fiducia pericolosamente decrescente anche e dicembre”. Questo però non significa che gli italiani rinunceranno ai regali o ad altri acquisti.
Tolte le spese per le utenze di fine anno, oltre 6 miliardi tra Tasi, tasse auto e canone Rai, resteranno circa 34 miliardi a disposizione delle famiglie italiane, la maggior parte dei quali 29,8 miliardi pari a quasi il 75% sarà speso per gli acquisti di Natale, mentre una fetta, pari a circa 4,2 miliardi verrà risparmiata, secondo quanto calcola l’Ufficio studi Confcommercio. “E’ lecito attendersi un incremento degli acquisti non tanto per i regali in senso stretto, – sostiene Sangalli – la cui spesa dovrebbe essere in linea con quella dell’anno scorso, quanto piuttosto per le spese per la casa, per gli alimentari da ricorrenza e per le vacanze”. L’Ufficio studi di Piazza Belli calcola per i doni una spesa media in linea con l’anno scorso, di 164 euro pro capite, un valore sceso però in sette anni del 30,8%, mentre complessivamente, ogni famiglia spenderà 1.331 euro per i consumi di Natale. La fetta destinata ai doni per la Confesercenti invece sarà di 7,6 miliardi rispetto al ‘tesoretto’ di 42,8 miliardi di euro secondo la stima di Confesercenti che si basa sui dati Istat e sull’indagine Confesercenti-SWG.
A fare la parte del leone saranno le spese per la casa e per la famiglia: questa voce assorbirà il 36% delle tredicesime, per un totale di 15,5 miliardi, con un aumento di 760 milioni (il 5,2% in più) sullo scorso anno. Oltre 10,3 miliardi di euro, invece, verranno utilizzati per saldare conti in sospeso e mutuo: una cifra elevata (si tratta del 22% del totale), ma in diminuzione del 14,7% (circa 1,7 miliardi in meno) sull’anno scorso, su cui probabilmente ha inciso l’eliminazione della Tasi sulle prime case. Risorse aggiuntive che gli italiani utilizzeranno, però, più per fare le formiche che le cicale: la quota destinata al risparmio e agli investimenti sale infatti del 13,2% a 9,3 miliardi di euro, oltre un miliardo in più del 20
