I ‘malati immaginari’, ossia coloro che soffrono di ipocondria, hanno un’errata percezione del corpo da parte del cervello. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” attraverso uno studio pubblicato dalla rivista Cortex. Lo studio, effettuato mediante risonanza magnetica funzionale su 22 soggetti ipocondriaci e 14 sani, ha dimostrato che nei primi esiste un’alterazione della connettività funzionale, ossia del continuo scambio di informazioni tra strutture cerebrali impegnate nella rappresentazione del corpo. Nello specifico l’alterazione riguarda il “colloquio” tra due aree del cervello: quella che contribuisce al riconoscimento visivo delle parti corporee e a distinguere se queste sono le proprie oppure no e quella che integra le informazioni motorie e sensoriali somatiche.
Nei soggetti normali queste due aree sono connesse in maniera molto consistente per permettere una piena coscienza di sé e del proprio corpo. Negli ipocondriaci i ricercatori riscontrano una “asincronia” di funzionamento della normale integrazione della Coscienza Corporea. “Sembra un paradosso – spiega Dario Grossi, docente di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive – gli ipocondriaci sono eccessivamente concentrati sul loro corpo, ma hanno una ridotta funzionalita’ nelle reti neurali che consentono la consapevolezza corporea. Forse proprio queste discordanti elaborazioni cerebrali consentono la costruzione di malattie immaginarie”.
