Nobel: addio a Thomas Crombie Schelling, studioso dei conflitti tramite la teoria dei giochi

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L’economista, matematico e politologo statunitense Thomas Crombie Schelling, illustre studioso dei conflitti e della cooperazione tramite la teoria dei giochi durante la Guerra Fredda, è morto martedì scorso all’età di 95 anni nella sua casa di Bethesda, nel Maryland. Premio Nobel per l’economia 2005, Schelling è autore di libri che hanno lasciato il segno nel mondo accademico, tra i quali “La strategia del conflitto” del 1960 (tradotto in quindici lingue, in italiano da Bruno Mondadori editore): primo studio sulla contrattazione e sui comportamenti strategici, il libro introduce il concetto di “punto focale”, detto anche “punto di Schelling”. Nel 1995 “The Times Literary Supplement” ha inserito il saggio tra i cento libri che hanno avuto maggiore influenza sul mondo occidentale dopo la seconda guerra mondiale. Schelling è autore anche dei libri “Strategia e controllo degli armamenti” (Il Mulino), “La diplomazia della violenza” (Il Mulino), incentrato sul rapporto tra teoria economica e guerra, e “Micromotivazioni della vita quotidiana” (Bompiani). Nato a Oakland, in California, il 14 aprile 1921, Schelling si laureò all’Università della California a Berkeley, specializzandosi poi ad Harvard, dove è diventato in seguito professore di relazioni internazionali, sicurezza nazionale e strategie nucleari. Ha insegnato anche all’Università Yale Chiamato nel 1980 dal presidente americano Jimmy Carter a far parte della commissione governativa sul surriscaldamento globale, Schelling ha poi proseguito le proprie ricerche all’International Institute for Applied Systems Analysis, in Austria (1994-99). Nel 2005 è stato insignito del Premio Nobel per l’economia insieme a Robert J. Aumann “per aver fatto avanzare la nostra comprensione del conflitto e della cooperazione tramite la teoria dei giochi“.