Previsioni Meteo, che gelo in arrivo sull’est Europa! Sta per sprofondare il “lobo siberiano” del vortice polare

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Previsioni Meteo – L’instabilità del vortice polare, causata dalla persistenza dei flussi di calore in troposfera, nei prossimi giorni favorirà niente meno che lo scivolamento del “lobo siberiano”, sotto forma di una profonda depressione a carattere freddo sui 985 hpa, fin sul bassopiano Sarmatico. L’aria gelida d’estrazione artica che circonda l’ampia e profonda circolazione depressionaria, facente capo direttamente al vortice polare, a partire da lunedì dal mar di Barents e dalla Novaja Zemlja si getterà sopra le pianure della Russia europea, riportando i termometri su valori al di sotto dei -15°C -20°C, anche -35°C nel profondo nord della Russia, e il conseguente ritorno della neve fino a quote pianeggianti su buona parte della Russia europea. Addirittura, nel corso della prossima settimana, la massa di aria gelida in discesa lungo il bordo più occidentale del “lobo siberiano” si spingerà verso latitudini più meridionali, raggiungendo pure parte della Finlandia, la Bielorussia, l’est di Estonia, Lettonia e Lituania, e l’Ucraina, dove si prevede un forte calo delle temperature, accompagnato da cieli coperti da nubi basse e deboli nevicate sparse. In particolare nelle aree a nord del bacino del Volga e nella regione degli Urali, dove si verificheranno anche veri e propri rovesci di neve, agevolati dalle temperature, largamente inferiori ai +0°C.

15285021_1252964881393598_7549251877899380454_nL’ondata di gelo, pronta a gettarsi fino al cuore del bassopiano Sarmatico, verrà in parte agevolata anche dall’erezione, verso nord-est, dell’anticiclone delle Azzorre, il quale già dalla giornata di domani tenderà ad elongare i propri elementi più settentrionali fino alla penisola Scandinava. Questa struttura anticiclonica, in fase di costruzione fra l’Atlantico e la Scandinavia, caratterizzata da elevati valori di geopotenziale in quota, costringerà il ramo principale del “getto polare” a spingersi sopra i 60° di latitudine nord, fin sul mar di Barents, per poi aggirare a nord l’ostacolo anticiclonico, deflettendo successivamente verso sud-est, al traverso della Russia europea, con un ramo meridianizzato che si prolunga fino al bassopiano Sarmatico all’Ucraina.

Il "lobo siberiano" del vortice polare posizionato sulla Russia europea
Il “lobo siberiano” del vortice polare posizionato sulla Russia europea

La presenza di questo ramo discendente del “getto polare”, che dal mare di Barents si spingerà fino all’entroterra russo e gli Urali, andrà ad alimentare una saccatura artica, che dal mare di Barents si protende in direzione della Russia meridionale e dell’Ucraina, allungandola ulteriormente, permettendo il conseguente ingresso di masse d’aria molto fredde, per non dire gelide in quota, di diretta estrazione artica (facenti capo alla circolazione del vortice polare in azione sul mar Glaciale Artico). Queste affluendo a tutte le quote tenderanno a scivolare lungo il margine orientale del promontorio anticiclonico posizionato sulla penisola Scandinava, sotto una moderata, a tratti tesa sulla Russia centrale, e fredda ventilazione da NO e N-NO, che dal mare di Barents dilagherà sopra le vaste pianure sarmatiche, determinando un brusco calo termico, oltre che una significativa destabilizzazione atmosferica, esacerbata proprio dall’affondo meridiano del ramo principale del “getto polare”, fino alla regione degli Urali, che incrementerà l’avvezione di vorticità positiva sull’intero territorio russo.

VisitFinlandAll’interno della saccatura, che nella giornata di lunedì si prolungherà sino all’Ucraina e al bacino del mar Nero, a seguito della sensibile intensificazione della vorticità positiva in quota s’innescherà una ciclogenesi, interamente riempita da aria molto fredda e pesante, di diretta estrazione artica. Questo vortice ciclonico, colmo di aria molto fredda, per non dire gelida, dopo essersi chiuso all’interno dell’asse di saccatura si sposterà verso l’Ucraina orientale, determinando una piccola compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il robusto promontorio anticiclonico insistente sull’Europa centrale e la suddetta giovane ciclogenesi. Quest’ultima, posizionandosi sul Donbass, contribuirà ad accelerare la circolazione dei venti dai quadranti settentrionali, che dal mar di Barents si riversano sopra le pianure della Russia europea, seguendo la discesa dell’esteso fronte freddo che precede l’avvezione fredda. Nella giornata di martedì parte di quest’aria gelida dalle pianure russe tenderà a sfogare sulla Bielorussia e sull’Ucraina, raggiungendo il mar d’Azov e il mar Nero sotto forma di una impetuosa ventilazione da N-NO, Nord e N-NE, con raffiche capaci di toccare e oltrepassare i 60 km/h fra le coste dell’Oblast’ di Odessa e la Crimea, dove si verificheranno anche delle burrasche che si estenderanno a gran parte del bacino del mar Nero, agitandolo a largo.

w0_eSivkA5wLa ventilazione settentrionale verrà ulteriormente esacerbata dal repentino aumento della pressione barometrica atteso fra la Russia e l’Ucraina, causa il progressivo afflusso di aria sempre più fredda e densa. Ma l’elemento saliente sarà rappresentato dal ritorno della neve fino a quote pianeggianti fra la Russia, la Bielorussia e le aree orientali delle Repubbliche Baltiche, anche sotto forma di rovesci di neve, e dal gelo. Difatti dalla Russia fino alla Bielorussia e l’Ucraina, con lo scivolamento del nucleo di aria gelida facente capo al “lobo siberiano” del vortice polare, caratterizzato da isoterme sui -15°C -16°C a 850 hpa (circa 1400 metri), si assisterà ad un netto tracollo delle temperature che si spingeranno su valori di -15°C -20°C, con punte di oltre -30°C -35°C attese sulla Russia centro-settentrionali e possibili picchi prossimi ai fatidici -40°C sull’area più settentrionale degli Urali.