Quasi l’80% dei medici italiani ritiene di avere pazienti affetti da Sindrome delle Apnee Ostruttive (OSAS). Lo rivela l’Osservatorio Internazionale della Salute (O.I.S.) che ha condotto un’indagine sui camici bianchi di diverse specializzazioni per rivelarne conoscenze, pareri e atteggiamenti in merito a questa grave ma ancora poco conosciuta patologia, di cui il russamento è la prima importante spia. L’OSAS è caratterizzata dal temporaneo collasso di alcune strutture anatomiche della gola, evento che impedisce all’aria di entrare nei polmoni e provoca intermittenti riduzioni della quantità di ossigeno nel sangue. Ciò non ha solo conseguenze serie per la Salute, che vanno dall’ipertensione arteriosa e, in pazienti predisposti, a patologie ischemiche cardiache (angina, infarto); la frammentazione del sonno che ne deriva, infatti, provoca una marcata riduzione della quantità di sonno REM e induce stanchezza e sonnolenza durante il giorno, al punto da mettere a repentaglio la sicurezza di chi guida.

Per le diagnosi e il follow-up dell’OSAS, l’84,1% degli intervistati si affida a specialisti. Solo il 17% ritiene di poter effettuare la diagnosi e il follow-up da solo. L’80,7% dei rispondenti ritiene opportuno rivolgersi ai centri specializzati per la diagnosi e la cura dell’OSAS. Tuttavia, quasi il 15% non conosce centri specializzati verso i quali indirizzare i propri pazienti. La stragrande maggioranza dei medici che ha almeno un paziente che soffre di OSAS ha prescritto una polisonnografia: il 93%. Il 20,2% l’ha fatta effettuare con un ricovero in ospedale, il 38% tramite un ambulatorio, il 42% in un centro specializzato. Il 36,3% dichiara che i pazienti l’hanno eseguita con un apparecchio per uno studio domiciliare ricevuto da un ambulatorio, mentre solo il 19,3% dei medici riferisce che l’analisi è stata condotta in ospedale, con un ricovero ordinario. I medici di medicina generale sono quelli che più frequentemente (45,7%) prescrivono una polisonnografia, che viene effettuata in un centro specialistico mentre gli otorinolaringoiatri quelli per i quali questi accertamenti sono effettuati più frequentemente (55,8%) in ambulatorio. Poco più di un quarto dei medici di medicina generale e degli otorinolaringoiatri (circa il 26%) hanno prescritto una polisonnografia che è stata effettuata in ospedale.
