Terremoto, Al-Possible vuole una commissione d’inchiesta sul sisma del 24 agosto

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Istituire una commissione parlamentare di inchiesta per fare chiarezza sulle ristrutturazioni e i collaudi effettuati sugli edifici colpiti dal terremoto dello scorso 24 agosto, per “indagare sui precedenti casi di ricostruzione post sisma in modo da consentire al Parlamento di identificare le migliori soluzioni normative per evitare di incorrere negli errori del passato“. È l’obiettivo di una proposta di legge di Al-Possibile, a prima firma Samuele Segoni, assegnato in sede referente alla commissione Ambiente della Camera. “Continuiamo a spendere miliardi di euro in opere faraoniche mentre per la manutenzione delle piccole cose, per la messa in sicurezza degli edifici, per la protezione ambientale, o semplicemente per fornire benzina alle auto della Polizia non ci sono che spiccioli“, si legge nella relazione illustrativa presentati a settembre ma assegnato solo di recente alla VIII commissione. La pdl, che ancora deve iniziare ad essere esaminata, prevede una commissione d’inchiesta bicamerale composta da 20 deputati e 20 senatori. Nel dettaglio la commissione dovrà: accertare, salve le competenze dell’autorità giudiziaria, se all’aggravamento degli effetti prodotti dal terremoto del 24 agosto 2016 sugli edifici pubblici e privati abbiano concorso precedenti atti, omissioni o comunque condotte, riferiti in particolare alla gestione del territorio, dei lavori pubblici, compresi i procedimenti di affidamento e di esecuzione degli appalti, nonché delle funzioni pubbliche in materia di edilizia privata, che possano comportare eventuali responsabilità di carattere politico e amministrativo.

La commissione dovrà anche accertare la correttezza delle prassi amministrative e delle operazioni tecniche: nelle fasi di progettazione, affidamento, esecuzione e collaudo di opere edilizie eseguite negli edifici pubblici rovinati a causa del sisma; nei procedimenti di autorizzazione e di controllo, ove previsti, delle opere edilizie eseguite negli edifici privati rovinati a causa del sisma; individuare eventuali misure, di carattere normativo o amministrativo, idonee a rendere più efficace la prevenzione degli effetti dei terremoti. Inoltre, la commissione dovrà: esaminare l’adeguatezza della normativa vigente e le modalità del suo aggiornamento rispetto al progresso scientifico e tecnico; verificare l’effettiva osservanza della normativa vigente e, in particolare, delle norme antisismiche nella costruzione dei fabbricati situati nelle aree soggette a più elevato rischio sismico.

In seguito al terremoto del 24 agosto nelle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo si palesa sempre più urgente la necessità di superare la fase di emergenza e di proporre soluzioni efficaci – si legge ancora nella relazione illustrativa della pdl – Si fa sempre più pressante il bisogno di verificare i piani di emergenza dei comuni italiani a più alto rischio sismico o idrogeologico ricorrendo al supporto dei centri di competenza e ai numerosi professionisti qualificati esistenti in Italia“. Per i deputati di Al-Possibiledeve essere prioritario un programma di azione accelerando l’iter del disegno di legge di delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile già approvato in un testo unificato dalla Camera dei deputati, ora all’esame del Senato, in cui, tra le altre cose, è contenuta la proposta di istituire un programma di verifica e validazione dei piani comunali di emergenza in grado di colmarne le lacune“.

Per quanto non sia possibile prevedere terremoti tuttavia dovremmo imparare da alcuni Paesi, come gli Stati Uniti d’America, il Giappone o la Cina – si legge ancora – che finanziano programmi di ricerca per l’individuazione di segnali premonitori (ad esempio anomalie elettromagnetiche, anomalie della crosta terrestre, sequenze sismiche antecedenti) per cercare di prevedere in anticipo le scosse sismiche e allertare la popolazione. Si tratta di risultati molto preliminari ma sarebbe bene che il Governo e il dipartimento della Protezione civile stimolassero ulteriormente una simile attività negli ambienti scientifici italiani“.