Il Consiglio regionale vara le “casette” di legno o altri materiali, tristemente note nel “cratere” del terremoto del 2009, anche per le aree abruzzesi colpite dalle scosse del Centro Italia nel 2016. L’assemblea legislativa ha approvato a maggioranza il progetto di legge su “Disposizioni straordinarie per le edificazioni delle zone agricole ricomprese nelle aree del cratere a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e 30 ottobre scorso”. In sostanza si dispone la possibilità di costruire su terreni agricoli alloggi rurali di 40 metri quadrati su lotti minimi di 1.000, mini-alloggi nelle aree coinvolte dalla crisi sismica avviata il 24 agosto con la scossa di Amatrice. Riguardo l’emergenza terremoto il Consiglio regionale ha anche approvato una risoluzione che prevede un concreto per il monitoraggio e la verifica delle dighe presenti sul territorio regionale, Campotosto in particolare.
“Si tratta di disposizioni straordinarie e urgenti per venire incontro alle popolazioni colpite – spiega il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci – evitando gli scempi urbanistici che si sono verificati a causa di un simile provvedimento per il sisma dell’Aquila. In questo modo si evitera’ lo spopolamento”. La norma, di fatto, aderisce a una legge gia’ in vigore nel Lazio ed evita che siano i Comuni a legiferare sulla vicenda come accaduto all’Aquila con la delibera 58 del 2009. “Vorremmo dare la possibilita’ a tante persone che oggi hanno paura di trovare luoghi di ricovero in maniera legittima – ha aggiunto il consigliere Paolo Gatti di Forza Italia – Per di piu’ chiediamo al presidente, Luciano D’Alfonso, di farsi parte attiva con il governo affinche’ emani un decreto in deroga che elimini la temporaneita’ del provvedimento. L’interesse pubblico prevalente in questo momento storico e’ mutato. Non e’ piu’ il paesaggio o l’ambiente, ma la serenita’ e la sicurezza”. D’Alfonso si e’ detto “convinto della fruttuosita’ della deliberazione, sono persuaso che avremo pieno assenso del governo che, alla prima riunione, dara’ il pieno consenso e assenza di impugnativa”.
