Sono già 29.300 le verifiche di agibilità di edifici privati effettuate in seguito al terremoto dai tecnici abilitati: 14.241 nelle Marche, 10.915 in Umbria, 3.296 in Abruzzo e 848 nel Lazio. In campo 219 squadre di tecnici ed esperti che operano con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilita’ Sintetica post-Terremoto) sugli edifici privati attivata, dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre, nelle quattro regioni dle’Italia centrale. E, fino a ieri, secondo i dati forniti dalle Regioni alla Direzione comando e controllo della Protezione civile istituita con base a Rieti, risultano 12.366 edifici agibili, mentre sono 9.301 gli esiti di “non utilizzabilità” per temporanea, parziale o totale inagibilità. Risultano 903 gli edifici che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno, mentre sono 6.730 le verifiche al momento senza esito perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di immobili nei quali non e’ stato possibile accedere e che necessitano di ulteriori sopralluoghi.
In particolare, nelle Marche dalle 14.241 verifiche effettuate risultano 5.471 edifici agibili e 475 che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno. Sono invece 5.653 gli edifici “non utilizzabili” e 2.642 le verifiche senza esito. In Umbria, dalle 10.915 verifiche effettuate risultano 4.926 edifici agibili, 294 “non utilizzabili” per solo rischio esterno mentre sono 2.636 gli esiti di “non utilizzabilita'”. Sono infine 3.059 gli edifici che, al momento, risultano senza esito. In Abruzzo, dalle 3.296 verifiche effettuate sono risultati 1.612 edifici agibili, 113 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 898 “non utilizzabili”. Sono invece 673 gli esiti non attribuiti. Infine nel Lazio dalle 848 verifiche effettuate, risultano 357 gli edifici agibili, 21 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 114 “non utilizzabili”. Sono invece 356 gli esiti non attribuiti.
