Per la quinta volta nelle zone terremotate del centro Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto di visitare questa mattina gli sfollati marchigiani ospiti nelle strutture ricettive della costa, in un momento particolare, quello delle festività natalizie, che acuisce il senso di sradicamento delle comunità smembrate dal terremoto. E per loro c’e’ da parte del capo dello Stato un’assicurazione forte e autorevole: l’impegno delle istituzioni non scemera’ con il tempo, perche’ i paesi spazzati dal sisma devono poter tornare a vivere come prima. Lo dice al camping La Medusa di Porto Recanati (Macerata), accolto dal sindaco Roberto Mozzicafreddo: “state sicuri che lo Stato non vi abbandona, noi saremo sempre attenti alle vostre esigenze, vi portiamo nel cuore“, e lo ripete, accompagnato dal sindaco Nazareno Franchellucci, all’Holiday di Porto Sant’Elpidio (Fermo), hub per l’emergenza che accoglie anche 500 dei 1.500 terremotati ospitati negli alberghi della citta’: “Il commissario straordinario per la ricostruzione e il capo della Protezione civile (Errani e Curcio erano entrambi presenti) si stanno impegnando al massimo, ma sono le istituzioni che devono tradurre in concretezza la spinta di solidarieta’ partita da tutto il Paese. Sono qui per assicurarvi che questo sta avvenendo e avverra’ e che l’impegno non si abbassera’ nel corso del tempo ma restera’ forte, inalterato e determinato. Perche’ tutti questi comuni colpiti dal terremoto sono pieni di vita, di tanta storia. Sono comuni che hanno una forte tradizione, un grande legame di comunita’ di vita: dobbiamo fare in modo che tornino a vivere come prima. Ci vorra’ tempo, molto lavoro, ma dobbiamo fare in modo di riuscirvi“.
Forti gli accenni al Natale che per i terremotati e’ una ‘non festa’: “Questi sono per voi giorni che rendono molto piu’ acuta la sofferenza per la distanza dalle vostre case, dai luoghi che frequentate abitualmente, perche’ le feste si vivono nell’ambiente proprio, con i propri cari, con gli amici e tutto questo manca. Ma intorno a voi c’e’ grande affetto da parte di tutti, perche’ solo chi ha vissuto le scosse sismiche, cosi’ terribili, spaventose, puo’ avere idea di cosa significhi vedere il proprio paese devastato dalla violenza del terremoto. Ma quel che non abbiamo potuto percepire direttamente si e’ tradotto in sostegno e solidarieta’“. “Naturalmente questa solidarieta’ deve tradursi in atti concreti“, ha ammonito Mattarella, assicurando che “il prossimo Natale e il prossimo inizio d’anno saranno migliori“. Nelle due visite il presidente ha stretto mani e si e’ soffermato a parlare con alcuni terremotati, anziani, bambini, mamme che gli dicevano: “Presidente, non ci abbandoni”, salutato poi dall’inno di Mameli cantato spontaneamente da grandi e piccoli.
“E’ la quinta visita del presidente della Repubblica nel nostro territorio nel giro di pochi mesi: un segno di grandissima vicinanza – ha commentato il governatore Luca Ceriscioli -. Ha visitato fabbriche che riaprivano, zone rosse, scuole e oggi questo incontro. Siamo vicini alle feste, feste diverse da quelle vissute negli ultimi anni, ma non per questo meno sentite, anzi rimangono un grande segnale di speranza. Questo, credo, abbia dato oggi a tutti quanti il presidente“. Ma quando Mattarella si allontana torna lo sconforto: “Di Natale c’e’ solo in nome, non vediamo l’ora che passi“, sono le voci che si levano da un gruppetto di sfollati. “Qui ci trattano benissimo, per carita’, ma siamo come i carcerati, con un po’ d’aria in piu’: mangi e ti ritiri in camera. Che altro puoi fare? L’amicizia non e’ un problema, perche’ qui ci conosciamo tutti. Il problema e’ il tempo che non scorre, la nostalgia di casa. E siamo scoraggiati, perche’ la macchina della ricostruzione si muove lenta“.


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