Quasi una mamma su due (45%) in Lombardia ha “qualche preoccupazione sulle possibili conseguenze” dei vaccini, un quarto ritiene che siano “molto più pericolose di quanto ci fanno credere“, il 16% arriva a dirsi contraria alle vaccinazioni in generale. E’ il quadro che emerge da un’indagine commissionata dalla Regione all’istituto Gpf Research e condotta su 800 mamme con figli fino a 12 anni d’età. Una fotografia dalla quale emerge un “‘tasso di indecisione’ maggiore del previsto”, spiegano i ricercatori, con un 26% di mamme che ammette di non avere le idee chiare sul tema e un 38% che non è scettica rispetto alle voci di rischi o minacce per la Salute dalle ‘iniezioni scudo’. “Per convincere gli indecisi e accompagnarli gradualmente attraverso strumenti di condivisione verso una nuova opinione”, la Regione Lombardia lancia la campagna di informazione e sensibilizzazione ‘Vaccini.
Informarsi bene non fa male’, già annunciata nelle scorse settimane. Oggi l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha presentato i dettagli e le linee d’azione che verranno seguite “per arrivare al cuore del problema“. Centrale sarà proprio il web: alle mamme di oggi, sempre più ‘digitali’, viene offerto un sito “che ha la forza di essere promosso dalle istituzioni” e vuole diventare punto di riferimento, una sorta di ‘enciclopedia’ semplice e veloce da consultare con risposte alle domande e ai dubbi più frequenti. Non a caso il portale è stato battezzato ‘Wikivaccini’ (www.wikivaccini.com). Una community dove si ha accesso a filmati e contenuti “super partes”, Faq e linee guida su come valutare l’attendibilità delle informazioni.
Oltre ai video-risposta “di esperti autorevoli”, in home page c’è una sezione di servizio con i punti di contatto (le Ats), “una sezione che mostra quello che i vaccini hanno evitato alle generazioni attuali e una sezione che aiuta gli utenti a verificare le fonti delle informazioni. Vogliamo convincere, non arrivare a obbligare per legge come fanno altrove – ribadisce Gallera – perché crediamo che la via migliore sia radicare un’idea nelle famiglie e portarle a scelte consapevoli”. In arrivo poi un’App con cui “si avrà accesso anche al calendario vaccinale per il proprio figlio: inserendo la sua data di nascita si ricevono ‘alert’ che ricordano gli appuntamenti con le iniezioni scudo”.
