In Abruzzo, nel Parco Nazionale della Majella [GALLERY]

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Il Parco Nazionale della Majella, che ricopre una superficie di oltre 74.000 ettari e tocca le province di Pescara, L’Aquila e Chieti, rappresenta un polmone verde per la regione Abruzzo e un’oasi naturale ricca di vegetazione, animali, spunti per innumerevoli attività ma soprattutto di natura selvaggia, testimonianze storiche, archeologiche e architettoniche. La flora del Parco è considerevole anche per la sua originalità. Il numero degli endemismi ammonta a 142 e, tra questi, 5 sono esclusivi del territorio dell’area protetta: la soldanella del calcare ed il fiordaliso della Majella, scelti come simbolo dei giardini botanici del Parco, la pinguicola di fiori, la radicchiella della Majella, il ranuncolo multidentato. Di notevole interesse sono le specie relitte.

MAJELLATra i relitti del terziario ricordiamo l’agrifoglio, il tasso e la dafne laurella. I relitti glaciali, che ebbero grande diffusione durante le glaciazioni quaternarie, sono rappresentati, soprattutto alle quote più elevate, da papavero alpino, carice capillare, elina, camedrio alpino, astro alpino ecc. Non mancano la stella alpina appenninica, la genziana dinarica, il genepì appenninico. Riguardo la fauna, il cinghiale è uno degli animali più presenti ed è possibile incrociarlo ovunque, dalla bassa collina sino a 2400 m, sempre in cerca di cibo. Molto facile trovare i segni del passaggio dei numerosi branchi: le “arature” nel terreno o i caratteristici “raschiatoi”, alberi dalla corteccia ruvida su cui questi animali si strofinano dopo aver fatto i bagni di fango per liberarsi dai numerosi parassiti. Non mancano caprioli, istrici, faine, tassi, lontre, ghiandaie, picchi verdi, orsi bruni, lupi e linci, gatti selvatici, cervi nobili, picchi diamantini, vera perla zoologica della Majella, aquile reali e due interessanti anfibi, presenti nelle faggete più umide e ricche d’acqua dell’area della Majella: la salamandra pezzata e la rara salamandrina dagli occhiali.