Avrebbe compiuto oggi 69 anni Peppino Impastato, giornalista e attivista siciliano, barbaramente ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978 a Cinisi, cittadina siciliana posta a pochi chilometri da Palermo, per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti.
Il 9 Maggio 1978 fu lo stesso giorno in cui venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro , ucciso dalle Brigate rosse dopo 55 giorni di prigionia, in via Caetani a Roma.
Peppino Impastato si era candidato alle elezioni comunali con Democrazia proletaria ma il suo cadavere fu fatto saltare con del tritolo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani la notte tra l’8 e il 9 maggio , così da far apparire alla collettività che si trattasse di un tentativo di suicidio fallito.
Impastato faceva lui stesso parte di una famiglia mafiosa ma subito prese le distanze dal giro della malavita, tanto da denunciare le malefatte del padre e delle cosche mafiose di sua conoscenza.
Fondò il circolo culturale Musica e cultura, un’associazione che promuoveva attività culturali e che diventò un importante polo di riferimento per i ragazzi del paese; successivamente diede vita nel 1977 a Radio Aut, un’emittente autofinanziata di controinformazione che parlava in maniera dissacrante della mafia e della condotta dei politici locali.
Fu grazie alla determinazione della madre di Peppino, Felicia, e del fratello, se la verità venne subito a galla e la responsabilità dell’uccisione venne data alla mafia, riconosciuta nel maggio del 1984 anche dall’ufficio istruzione del tribunale di Palermo.
Pur riconoscendo la matrice mafiosa dell’omicidio, il caso venne archiviato dai giudici nel maggio del 1992 e i colpevoli del delitto passarono indenni dal crimine commesso.
Nel 1994 il Centro di documentazione dedicato a Peppino Impastato presentò la richiesta di riapertura del caso attraverso una petizione popolare, e ben presto si scoprì che il mandante dell’omicidio fu Badalamenti, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che lo accusò complice del delitto.
Il 5 marzo 2001 la corte d’assise di Palermo condannò Vito Palazzolo a 30 anni di carcere per l’omicidio di Giuseppe Impastato. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti fu condannato all’ergastolo per essere il mandante dell’ omicidio.


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