Istituito nel 1991, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è il più grande parco d’Italia per estensione, oltre ad essere una delle aree protette più estese e preziose d’Europa. Esso, che racchiude il gruppo del Gran Sasso, quello della Laga e i Monti Gemelli, si estende per 150.000 ettari tra l’Abruzzo (province de L’Aquila, Teramo e Pescara), il Lazio (provincia di Rieti) e le Marche (provincia di Ascoli Piceno) e combina ecosistemi differenti, producendo un’eccezionale ricchezza floreale e faunistica. Ad alte quote persistono “relitti glaciali” e piante endemiche, come l’androsace di Matilde, l’adonide ricurva, la viola della Majella, la stella alpina dell’Appennino, il genepì appenninico e diverse specie del genere sassifraga.
Alcuni endemismi si riscontrano anche a quote inferiori, come nel caso del limonio aquilano e dell’astragalo aquilano. Si preserva, inoltre, sul Gran Sasso l’unica stazione italiana di adonide gialla. A quote inferiori sono presenti querceti e castagneti, impiantati già in epoca romana. Al faggio spesso si associano o sostituiscono il tasso o l’agrifoglio, mentre aceri, tigli, frassino ed olmo montano rivestono le forre. I Monti della Laga ospitano boschi d’abete bianco e nuclei di betulla. Significativa è la presenza del mirtillo che, con estesi tappeti a quote elevate, costituisce una vera e propria brughiera tra i boschi e i pascoli d’altura. Specie di notevole interesse si rinvengono nei campi coltivati con tecniche tradizionali, come il gittaione, il fiordaliso ed entità floristiche rarissime, la falcaria comune, la ceratocefala e l’androsace maggiore.
La fauna del parco vanta la presenza del camoscio d’Abruzzo, oggi reintrodotto con successo dopo la caccia spietata che ne aveva causato l’estinzione; cui si affiancano altri grandi erbivori come cervi e caprioli. Altri mammiferi sono la faina, la martora, il tasso, la puzzola e il gatto selvatico che si nutrono di piccoli roditori tra i quali l’arvicola delle nevi. Riguardo all’avifauna, i rapaci sono presenti con il gufo reale, il falco pellegrino, il lanario, l’astore e l’aquila reale, mentre è considerevole la popolazione di uccelli d’alta quota, come il sordone, lo spioncello, il fringuello alpino, la pispola, il codirossone, la coturnice e il gracchio alpino e corallino. Nei pascoli vivono rettili come la piccola vipera dell’Orsini, la coronella austriaca e il colubro di Esculapio. La popolazione di anfibi conta la salamandrina dagli occhiali, la rana temporaria e il geotritone. La presenza umana è perfettamente integrata con la natura, come dimostrano i numerosi borghi d’origine medievale e la civiltà pastorale (muri a secco, rifugi, masserie, chiese rupestri).










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