Una catastrofe naturale devastante già annunciata che aspetta solo di concretizzarsi. Lo scioglimento dell’Artico ritorna ad essere punto nevralgico di discussione da parte degli esperti e secondo i dati pubblicati dal rapporto “Arctic Resilience” scritto da undici organizzazioni tra cui il Consiglio artico e sette atenei, sarebbero ben 19 le conseguenze irreversibili se dell’Artico non rimanesse più nulla.
1. Perdita della banchisa dell’Artico: l’assenza di ghiaccio implica la riduzione della mobilità per chi vive nell’Artico e la riduzione di cibo per gli animali.
2. Collasso della Groenlandia: lo scioglimento dei ghiacciai implica un incremento del livello del mare di 7,4 metri.
3. Circolazione termoalina: le modifiche al movimento globale delle masse d’acqua degli oceani influenzano il clima mondiale cambiandolo pericolosamente.
4. Ipossia: l’assenza di sufficiente ossigeno porta alla morte dei pesci, alla distruzione degli ecosistemi e al crollo del settore della pesca.
5. Catena alimentare del mare: l’incremento del numero di predatori rispetto alla prede comporta la distruzione della pesca commerciale e rendere gli ecosistemi più vulnerabili.
6. Collasso della pesca: gli squilibri portano alla scomparsa dei pesci e al crollo del settore della pesca.
7. Produzione primaria nel Mar Glaciale Artico: il cambio delle specie marine che abitano il mare modifica le abitudini della popolazione locale.
8. Collasso dei salmoni: l’aumento delle temperature allontana i salmoni modificando gli ecosistemi.
9. Benthos artico: il caldo allontana i benthos e di conseguenza i suoi predatori portando alla distruzione del settore della pesca ad essi legato.
10. Transizione delle foreste di Kelp: la distruzione di questi ecosistemi si traduce nella perdita dell’habitat per alcune specie di pesci.
11. Eutrofizzazione della costa: il cambio dell’ecosistema porta ad un incremento delle alghe che rendono difficile la vita ai pesci, ai mammiferi marini e alle persone.
12. Transizione delle torbiere: le modifiche a questi ambienti hanno conseguenze sull’agricoltura e l’incremento di quantità di gas serra.
13. Lago termocarsico diventa ecosistema terrestre: questo cambiamento porta ad un incremento della CO2 e del metano nell’aria che peggiora i cambiamenti climatici.
14. Posizione dei canali dei fiumi: uno spostamento dei canali di accesso ai fiumi porta ad una modifica drastica delle abitudini delle comunità locali.
15. Le saline diventano piane tidali: il passaggio da un ecosistema all’altro distruggerà l’habitat di alcune specie marine.
16. Mobilità dell’Artico: le modifiche agli spostamenti implicano la perdita di cibo e di tradizioni locali.
17. La tundra diventa foresta boreale: il cambio di vegetazione modica l’habitat di mammiferi e uccelli e riduce il cibo per le renne.
18. La tundra diventa steppa: il cambio di vegetazione riduce il numero di laghi e accelera la formazione del permafrost.
19. Le conifere diventano foreste decidue: il cambio di ecosistema modifica le abitudini della popolazione locale.


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