La scoperta di un nuovo asteroide è motivo di grande interesse per la comunità scientifica che deve impiegare molte risorse per poter ottenere una stima più precisa possibile del rischio di impatto dell’oggetto con la Terra.
E’ proprio ciò che è successo con 2016 WJ1 un asteroide osservato per la prima volta nel 2003 e individuato nuovamente lo scorso 19 ottobre dal Catalina Sky Survey. L’oggetto – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – appare come una macchia debole tra due stelle luminose ed ha un’orbita particolare avendo entrambi i nodi – le due intersezioni del piano dell’orbita dell’asteroide con quello della Terra – molto vicini al raggio orbitale del nostro pianeta.
“Per poter calcolare la traiettoria e ottenere una stima del rischio di impatto sono necessarie molte più immagini – commenta Ettore Pirozzi del Near Earth Object Coordination Centre dell’ESRIN di Frascati – ma anche in questo caso è difficile fare previsioni. Nel frattempo non c’è motivo di preoccuparsi”.
2016 WJ1 è stato tenuto d’occhio da diversi altri osservatori sparsi per il mondo compreso quello ESA situato a Tenerife nelle Isole Canarie. I primi calcoli orbitali mostravano – con un certo grado di incertezza – un passaggio ravvicinato con la Terra nel 2065, con probabilità di impatto di 1 su 8000.
Per poter ottenere una stima più precisa, gli scienziati si sono serviti di diversi osservatori nel mondo, collaborazione che ha presto dato i suoi frutti: nell’archivio delle immagini realizzate nell’ottobre scorso dal telescopio Pan-STARRS è visibile quello che potrebbe essere l’asteroide in questione. A causa della scarsa definizione dell’oggetto, gli scienziati hanno deciso di utilizzare gli scatti più accurati realizzati dal Canada France Hawaii Telescope che aveva intercettato l’asteroide in un set di immagini risalenti al 4 e 5 luglio 2003.
Dopo un’attenta analisi gli astronomi sono riusciti a identificare con maggiore precisione l’oggetto e ad escludere del tutto ogni probabilità di impatto con il nostro pianeta ora e nel futuro. L’ESA sta lavorando allo sviluppo di una serie di telescopi ‘Fly Eye’ ad ampio raggio in grado di compiere osservazioni del cielo notturno e creare un archivio di immagini che renderanno l’individuazione di oggetti di questo tipo molto più efficiente nel futuro.
Astronomia: determinata l’orbita dell’asteroide 2016 WJ1, l’unione fa la forza


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